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Città votate all’eccesso in tutti i sensi, nel lusso, nel divertimento, nei nuovi progetti. Una è calma e silenziosa, l’altra è frenetica e irruente.

Dubai e Abu Dhabi. Prima di tutto un ringraziamento a Marco Lolli di Vivere a Dubai e alle sue fantastiche guide Monica e Francesca, quando un lavoro si fa con passione si vede!

Ci hanno fatto vedere questi posti con gli occhi di chi li vive giornalmente, angoli anche fuori dai soliti circuiti turistici. Troppo ci sarebbe da dire, cercherò di riassumere perché verrebbe fuori un romanzo. Capire questo mondo non è semplice ed avere chi te lo racconta è molto prezioso.

Abbiamo visto la Dubai antica bella ed affascinante, ci siamo addentrati nelle stradine per scoprire prospettive interessanti, gallerie d’arte e piccoli locali.
Poi c’è il contrasto dei grandi Mall, le architetture faraoniche e attrazioni mirabolanti, il tutto per la serie: noi siamo i primi, noi siamo noi e voi mettetevi in fila 😂.

Una storia moderna ma antica

La storia degli Emirati Uniti è recente, nasce dell’intesa di pochi sceicchi beduini, forse analfabeti ma molto molto lungimiranti. Non hanno dimenticato le proprie origini che sono ricordate sempre, come le stazioni della metropolitana fatte a conchiglia per ricordare il passato di pescatori di perle.

I capi supremi sono gli sceicchi che hanno come fine ultimo la felicità della propria gente, e qui che mi sono scervellata: gli emiratini, cioè i nativi, sono solo il 15% della popolazione, fino a pochi anni fa erano il 19%, e siccome i bambini nati da matrimoni misti non sono considerati emiratini capirete bene che la cosa si fa seria. Per incentivare i loro matrimoni viene concessa una casa e dei soldi anche al secondo matrimonio (più mogli, più bimbi) ma pare che non abbia sortito l’effetto desiderato.

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