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Una tappa sorprendente, con un’accoglienza piena di calore umano e sorrisi nonostante tanta povertà. E l’onnipresenza della milizia armata.

La nave attracca a Corinto, Nicaragua, alle 9,30 come previsto, mare supercalmo. Fino ad adesso sempre così, speriamo che duri.

La nostra cabina è sul lato opposto della banchina, vediamo arrivare rimorchiatori e pure una motovedetta con tanto di mitragliatrice a prua. Pensiamo: iniziamo bene! Sembrano sorvegliare la nave affinché nessuno si avvicini e arriva anche un gommone pieno di persone in divisa: tutto insomma molto tranquillizzanteCartina-Corinto-Nicaragua-crociera.jpg

Brontolo è deciso a non fare un’escursione lunga per via del suo mal di schiena, ma come spesso accade quando ti aspetti poco, poi si rimane piacevolmente sorpresi.

Appena scesi, un gruppo di musicisti, ballerini e bambini tutti in costume ci accoglie festoso, bambine piccolissime ci sorridono e ci abbracciano. Siccome ormai si sa che siamo due vecchietti rinco e particolarmente sensibili ai bimbi, ci commuoviamo tutti e due.

Dopo le foto di rito, ci dirigiamo all’uscita del porto. Quello che si vede è già molto desolante.

Tanti risciò ci aspettano per proporci un giro per la città. Sprezzanti del pericolo decidiamo di salire, anche se un pochino titubanti vista la nostra stazza e la figura mingherlina del nostro autista. E qui la sorpresa: è ragazzo simpaticissimo, ultra disponibile, che ci scorrazza per le strade di Corinto.

Giriamo in mezzo a casupole fatiscenti, spesso accompagnati da un odorino poco gradevole proveniente dai molti rivoli di acqua che vediamo scorrere… cosa sarà? Meglio non chiedere.

Fernando, la nostra guida, ci mostra anche l’indicazione di un supermercato. Chiediamo di poter entrare per comprare dei deodoranti. Il supermercato è in verità un capannone fatiscente. Fernando ci accompagna fino dentro: o suscitiamo la curiosità di diverse persone che ci chiedono da dove veniamo, regalandoci grandi sorrisi.

Non ci crederete, lì abbiamo trovato Nivea for Men!

Ci dirigiamo alla spiaggia dove c’è un ristorante con Wi-Fi abbastanza lento ma che ci permette di chiamare l’erede via whatsapp.

Sulle strade vediamo diversi poliziotti e una popolazione sicuramente molto povera.

Diversi bimbi vendono conchiglie o si danno da fare in qualche modo per rimediare qualche spicciolo.

Nel tornare abbiamo incrociato la moglie di Fernando con la sua bambina. Bellissime tutte e due.

Fernando ci ha detto spesso: “Fernando lavora lavora per la sua famiglia” e con orgoglio ci ha comunicato che la sua bimba studia inglese!

Che bella umanità s’incontra. E quanto è irrazionale la paura del diverso. Basta conoscere.

Abbiamo fatto fuori tutti i tagli da 1 dollaro e anche di più, ma siamo tornati in nave felici.

Stasera dobbiamo vestirci bene, abbiamo un invito al Club Black con il comandante.

Scopro che Brontolo è diventato quasi famoso.

Premessa: come ho già scritto, l’hotel director ci ha mandato una bottiglia di spumante e le fragole ricoperte di cioccolato. Siamo rimasti sorpresi anche perché da una mia piccola indagine questo non è successo ad altri. Comunque ho risposto con un bigliettino di ringraziamento, molto felice anche perché dopo anni di direzione di villaggi e hotel e adesso come consulente di strutture turistiche è la figura professionale che più mi interessa e incuriosisce.

Quindi, come quasi sempre, dopo cena siamo saliti al ponte 13, alle piscine. C’è poca gente e musica dal vivo.

Vediamo passare il comandante e l’hotel director che come al solito salutano cordialmente. Io faccio un cenno in più per ringraziare dello spumante e le fragole. L’hotel director si ferma e risponde ai miei ringraziamenti con i suoi, perché sua moglie legge i miei resoconti e quindi sa esattamente dove lui si trova.

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Con l’hotel director e il direttore di macchina

Poi indicando Antonio dice … “e lui è Brontolo!”

Non ci posso credereeeeeee! Non scrivo di proposito il cognome del dirigente per rispetto della privacy della signora, a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti, sia per aver parlato con suo marito sia per leggere i miei piccoli diari giornalieri, grazie di cuore!

Io ho solo farfugliato cose come: “meno male che ho sempre parlato bene di questa crociera…”, ma ero allibita dal fatto che si ricordasse di Brontolo (che tra l’altro finora non ha letto niente di quello che scrivo su di lui).

E allora ancor di più: viva questo bellissimo giro del mondo!

Quando siamo rimasti soli ho assicurato a Brontolo che scrivo solo cose spiritose su di lui. Ha sorriso!

(La Crocier-ossina)

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