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Stiamo imparando, letteralmente a nostre spese, cosa significa etico anche quando si parla di finanze.
Per questo nascono le banche etiche: all’insegna della trasparenza.

Scegliamo cibi a chilometro zero, auto che inquinano meno ed evitiamo gli sprechi. Sempre più sentiamo parlare in giro di comportamento etico, quello che riguarda le scelte dettate più dalla coscienza che dalla convenienza.

Significa che ora ci interessa più il come che il quanto. Ad esempio, come vengono investiti i nostri capitali, piuttosto che quanto possono rendere.

Il rigetto nei confronti delle speculazioni del mercato finanziario non è dovuto solo all’altissimo rischio di bruciare i risparmi di una vita, ma anche dalla nascita di un diverso senso di responsabilità nell’uso del denaro.

Sempre più persone vogliono che anche le loro finanze siano amministrate secondo principi etici. Un fenomeno che ha fatto nascere, sia negli USA sia in tutta Europa, molte banche che usano i risparmi dei cittadini per favorire progetti socialmente utili e responsabili. Sono Istituti di credito che investono in piccole e medie imprese attive ad esempio nella tutela dell’ambiente, nelle energie rinnovabili, nel turismo sostenibile.

I clienti sono spesso persone che hanno subìto grosse difficoltà economiche o hanno perso soldi per colpa del comportamento spregiudicato della loro banca, e che ora dalle banche pretendono trasparenza assoluta nella gestione dei loro soldi.

Del resto, il tasso d’interesse proposto dagli istituti di credito tradizionali è talmente basso e il guadagno talmente irrisorio, che vale la pena investire invece su progetti che servano a qualcosa di utile e buono.

Il limite è che non esiste una definizione legalmente certificata di banca etica. Il termine “etico” nella finanza non è inquadrato in regole precise, anche se nei siti delle banche etiche europee vengono dichiarati ed elencate in modo chiaro e accertato tutte le società che vengono sovvenzionate dai risparmi degli investitori.

Esiste anche un ente di controllo, la Federazione europea delle banche etiche, che fa da garante sul comportamento di tutte le banche etiche europee, sostenendo la nascita di questi nuovi istituti di credito anche nei paesi in cui non ne esiste ancora nessuno.

In Italia, per ora l’unica banca ad aver adottato questo principio è la Banca Popolare Etica. Fondata nel 1999 da Fabio Salviato, che attualmente è anche presidente della Federazione europea delle banche etiche. Oggi questa banca conta oggi 152 mila clienti, con una quota di risparmi affidati che supera un miliardo di euro.

Il risparmio raccolto dai clienti della Banca Popolare Etica viene usato per finanziare organizzazioni attive nella cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e tutela ambientale. Un dato verificabile, perché tutti i finanziamenti erogati vengono pubblicati sul suo sito.

Il motore di una finanza etica e buona qui da noi è ancora ai primi giri, dunque. Speriamo che funzioni presto a pieno regime con la nascita di altre banche etiche, in modo che la scelta si faccia anche più ampia.