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Scoprire che non ti hanno versato i contributi è una pessima sorpresa. Per evitarlo bisogna controllare sul sito dell’Inps. Ora si può fare anche con un’app.

I contributi mancati, nel periodo dal 2010 al 2012 sono cresciuti del 21%, grazie a datori di lavoro o iscritti che non hanno versato il giusto compenso all’Inps. I lavoratori più a rischio sono quelli dell’Industria, va un po’ meglio per il Commercio, Servizi e Artigianato, non ci sono invece differenze fra nord Italia e Sud. Va ricordato che il mancato pagamento dei contributi è un reato penale punito in base alla gravità della violazione.

Prima di preoccuparsi è meglio tenere d’occhio la propria situazione contributiva, è semplice e si può fare da casa.

Basta collegarsi al sito dell’Inps e si potranno visualizzare tutti i versamenti dei contributi, divisi per settimane, con l’indicazione della cifra lorda nel caso dei lavoratori dipendenti. In genere l’aggiornamento della situazione è a circa 2 o 3 mesi precedenti.

C’è anche un’app per la consultazione da smartphone o da tablet, quindi non si è obbligati ad essere in casa per effettuarla. La procedura non è complicata, bisogna prima chiedere il Pin andando sul sito Inps e cliccare su “Il Pin on line”,  inserire i propri dati anagrafici, il codice fiscale e il numero di telefono. La prima parte del Pin verrà inviata subito con un sms o un’e-mail, la seconda parte verrà inviata per posta.

Una volta ricevuto il Pin completo si può scaricare l’app gratuita Inps.

su Apple Store per chi iPhone o iPad, e su Google Play per chi ha cellulare o tablet Android. Dopo aver aperto l’applicazione si clicca su “Estratto conto contributivo” e si compila con i propri dati, ed è fatta, appare il prospetto della propria situazione contributiva.

Se la lettura fa nascere qualche dubbio, come prima cosa controllare di avere tutti i vostri cedolini, poi fissate un appuntamento con un CAF Centro Assistenza Fiscale o un Patronato, dove possono analizzare la situazione meglio di voi e consigliarvi su cosa è meglio fare.

Se scoprite che i conti non tornano, attenzione a due cose.

– Se l’ammanco risale a meno di 5 anni fa siete ancora in tempo per recuperare i vostri contributi. Informate subito l’Inps che spedirà la notifica di accertamento di reato al legale rappresentante dell’azienda, che dovrà pagare entro 3 mesi dalla data di notifica.
– Se invece l’ammanco risale a più di 5 anni fa i contributi sono caduti ormai in prescrizione e non possono più essere recuperati, né pagati dal datore di lavoro. Le conseguenze sono gravi solo per il lavoratore, che vede allontanarsi il traguardo della pensione e abbassarsi l’importo della sua rendita.

Per evitare pessime sorprese dopo, controllate prima.