SE HAI UNA CASA, HAI UN PRESTITO VITALIZIO

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C’è un prestito riservato a proprietari di casa che hanno più di 60 anni, a beneficio anche del/la convivente o coniuge. E gli eredi? O lasciano, o riscattano.bellavitosi_prestito-casa-riscatto-vitalizio.jpg

Lo Stato ha istituito il prestito vitalizio ipotecario, per chi ha più di 60 anni ed è proprietario di una casa. E’ una legge aggiornata da poco (legge 44) ma è in vigore già da 10 anni, che estende i suoi benefici alle coppie conviventi e anche a quelle unite civilmente.

Facciamo un esempio pratico. Una coppia di 70 anni abita in una casa di proprietà, ma viste le ristrettezze economiche e non volendo chiedere aiuti al figlio e alla sua nuova famiglia, si rivolge a una banca stipulando il prestito vitalizio ipotecario.

La banca eroga alla coppia 70nne l’ammontare della cifra stabilita, che è molto meno del valore della loro casa sul mercato, ma entrambi i coniugi avranno l’usufrutto dell’appartamento finché saranno in vita.

Potranno quindi continuare ad abitare a casa loro e in più avranno la somma ricevuta dalla banca. Quando dopo molti anni il marito muore, la moglie resta nella casa, ha ancora parte della somma e continua a vivere come prima. Dopo molti altri anni anche la moglie muore. Della somma che avevano ricevuto dalla banca, ne è rimasta una piccola parte che va al loro figlio legittimo erede.

E qui inizia il gioco delle 3 scelte. Premettiamo che a questo punto, come da contratto, la proprietà della casa passa alla banca se l’erede non restituisce il prestito entro 12 mesi “integralmente con gli interessi e le spese”, cioè pagando  in contanti e con gli oneri connessi. Ma il figlio può fare più di una scelta.

Scelta 1

Il figlio ha ampie disponibilità, può permetterselo, quindi riscatta l’abitazione e paga esattamente quanto i suoi genitori hanno ricevuto, più le spese e gli interessi. E’ molto legato affettivamente a quella casa ed è contento di entrarne in possesso.

Scelta 2

Il figlio non può permettersi di riscattare la casa né di comprarla, quindi incarica la banca di vendere l’immobile per conto suo. Se la somma della vendita sarà superiore a quella del finanziamento lui ne ricaverà la differenza, se invece sarà inferiore lui non ricaverà nulla ma il suo debito con la banca sarà estinto. In ogni caso è tranquillo, sapendo che i suoi genitori hanno avuto una buona disponibilità economica nei loro ultimi anni e lui non ha pendenze con la banca.

Scelta 3

Il figlio contrae un nuovo finanziamento con la banca, a suo nome, per l’ammontare della somma intera più gli interessi e le spese. Poi riscatta la casa che diventa di sua proprietà e la cede alla figlia che ormai è grande, oppure la affitta per avere una rendita o la vende a molto di più di quanto l’ha pagata, a prezzo di mercato. E’ soddisfatto per aver realizzato un buon utile.  La banca anche, perché ha un nuovo cliente e un nuovo finanziamento.

Ci sono anche altre formule di finanziamento per chi possiede una casa e ha superato i 60 anni. Li scopriremo presto in nuovi articoli.