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Si parla tanto dei pensionati che vanno alle Canarie. Ma più vicino all’Italia, ora Valencia è fra le mete più ambite. Siamo andati a scoprire perché.

Il fenomeno dei pensionati italiani che si rifugiano in Spagna negli ultimi anni è aumentato del 70%. Molti di questi hanno scelto come meta la Comunidad Valenciana e in particolare Valencia, la più grande città che la rappresenta.

Poco battuta dai flussi turistici fino a vent’anni fa, Valencia è oggi una delle destinazioni più affollate da stranieri provenienti da tutto il mondo grazie alle molte attrattive, al clima, ai servizi, al buon cibo, al senso di ospitalità dei suoi abitanti e soprattutto alla vita meno cara rispetto a molte città italiane. Per queste ragioni gli italiani in pensione l’hanno scelta come loro residenza per almeno sei mesi l’anno. Le cifre parlano chiaro: dal 2008 sono arrivati in Spagna 110.691 italiani iscritti alla previdenza sociale e di questi, 25 mila sono pensionati residenti nella Comunidad Valenciana.

Quanto conviene fare i pensionati a Valencia?

Abbiamo girato questa domanda a Maria Mallia, responsabile del patronato 50& Più Enasco di Valencia, che siamo andati a trovare nella sede inaugurata dal settembre del 2019.

Questo istituto di patronato ha molte sedi in Italia e opera da oltre 50 anni offrendo gratuitamente assistenza e consulenza per tutte le prestazioni erogate dall’Inps e da altri enti previdenziali.

Maria, giovane e intraprendente avvocato con doppia laurea in legge conseguita prima in Italia e poi in Spagna, ha avuto l’idea di aprire questo centro proprio grazie alla sempre maggior necessità di assistere gli italiani che vogliono trasferirsi qui.

Valencia-L’Avv. Maria Mallia (al centro)

Anche voi potete scrivere o telefonare a questo patronato se avete bisogno di informazioni su come gestire un eventuale trasferimento, i rapporti con l’INPS e le leggi spagnole: Avv. Maria Mallia Tel. +34961030890

Primo passo: calcolare se vi conviene.

A parte il piacere di vivere in una città accogliente e con un clima temperato anche a dicembre,

dovete calcolare se effettivamente a voi conviene economicamente trasferirvi in Spagna.

Alle Canarie, ad esempio, c’è l’esenzione IVA e in Spagna no.

Per i pensionati in gestione pubblica per esempio non è possibile chiedere la de-tassazione della pensione.

Pe quelli a gestione privata, invece, la de-tassazione varia e viene stabilita in base all’importo lordo, alla situazione familiare e di salute e all’età.

Per capire quando potreste percepire di pensione netta, c’è un sistema di auto-calcolo che è possibile fare personalmente sul sito dell’agenzia Tributaria Spagnola, qui il link.

Secondo passo: imparare lo spagnolo e affittare una casa.

A Valencia si parla castigliano e valenziano, un dialetto che somiglia molto all’italiano, per cui farsi capire non è un grosso problema. Ma per questioni pratiche per gestire meglio i rapporti e le procedure, conviene sapere almeno un po’ di spagnolo. Per questo si può cominciare dall’Italia con un comodo corso su Skype. Noi ci sentiamo di consigliarne uno che abbiamo provato personalmente: si chiama Parlando Spagnolo . È abbastanza economico ed è gestito da Bruno Freire, esperto e simpatico professore di Madrid.

Affittare una casa a Valencia è invece un’impresa un po’ più difficile.

La grande affluenza di italiani ha fatto sì che negli ultimi 10 anni i prezzi siano saliti alle stelle. Ma la città è molto estesa

e conviene venire a conoscerla per scegliere la soluzione su misura per le vostre esigenze: da un appartamento in pieno centro, nella città vecchia, ai moderni condomini lungo il letto del fiume Turia trasformato in giardino, oppure vicino al mare, sul porto, o in uno dei tanti complessi residenziali un po’ più fuori città.

Avere un domicilio è indispensabile per fare tutti i passi successivi, perché bisognerà dimostrare di vivere lì almeno 183 giorni l’anno per mantenere la residenza.

Terzo passo: richiedere la residenza.

Per ottenere la residenza, bisogna andare personalmente in una Oficina de Extranjeria o al commissariato di polizia piú vicino, armandosi di santa pazienza perché a seconda della zona l’attesa può essere molto lunga.

Qui trovate la lista completa di Oficinas de Extranjeros nella Comunidad Valenciana.

La Tarjeta de Residencia arriva dopo in circa tre mesi.

Quarto passo: richiedere la NIE

Contemporaneamente alla residenza si deve richiedere la NIE, cioè il numero identificativo degli stranieri residenti in Spagna, equiparabile al nostro codice fiscale.

Secondo quanto comunicato dall’Avvocato Mallia, negli ultimi tempi questa procedura richiede molto più tempo rispetto al recente passato. Infatti, per avere la NIE l’unico modo è fissare un appuntamento online, che oggi è molto più difficile ottenere in tempi brevi, a causa del fortissimo aumento di richieste.

Bisogna quindi armarsi di pazienza e provare e riprovare ogni giorno. Di solito, a oggi, i tempi di attesa possono essere anche di 3 o 4 mesi.

Ma una volta ottenuto l’appuntamento, per ottenere la NIE bastano circa dieci giorni.

Quinto passo: iscriversi all’AIRE

Secondo le normative italiane, è obbligatorio iscriversi all’Anagrafe degli Italiani all’Estero (AIRE).

Per la procedura guardare qui.

Sesto passo: aprire un conto corrente bancario

Questo è importante per avere un recapito bancario da comunicare all’INPS. Qui bisogna informarsi sugli istituti bancari per voi più adatti e convenienti. La scelta dipende davvero dalle esigenze personali.

Settimo e ultimo passo: informare l’INPS

Bisogna chiedere all’INPS l’erogazione della pensione all’estero, comunicando la vostra nuova residenza e l’IBAN del vostro conto corrente bancario in Spagna. Qui i tempi dipendono dalla sede INPS provinciale in cui siete iscritti in Italia.