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Il Covid-19, oltre che l’organismo umano, contamina anche le superfici su cui si deposita. Vediamo cosa dicono le ultime ricerche e le raccomandazioni più utili.  

In questi giorni si è detto e si sta dicendo di tutto sul periodo di sopravvivenza del coronavirus sulle superfici che tocchiamo.

Si sa che la trasmissione del virus avviene principalmente attraverso quelle microscopiche goccioline chiamate droplets che vengono emesse dal respiro di chi è malato, ancora di più se tossisce o starnutisce.

La trasmissione di questo nuovo virus attraverso superfici contaminate non è ancora ben documentata e accertata, ma le attuali evidenze suggeriscono che il coronavirus potrebbe   rimanere attivo per ore o addirittura giorni su superfici di materiali diversi.

Secondo quanto pubblicato dalla rivista scientifica The New England Journal of Medicine il 17 marzo scorso, alcuni esperimenti in laboratorio hanno rilevato che, se presente nell’aria attraverso la respirazione da una persona malata, il virus rimane nell’ambiente per circa 3 ore.

Rimane invece di più su superfici di plastica (72 ore) e acciaio (48 ore) piuttosto che su cartone (24 ore) e rame (4 ore).

Anche se ancora non è stato scientificamente calcolato con esattezza, si sa che il virus a contatto di una superficie in poche ore riduce la sua quantità fino a diecimila volte, fino a non essere più contagioso.

Molte variabili sul comportamento del virus restano tuttavia ancora ignote…

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