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Al mare, al lago, in piscina, ecco cinque buoni consigli per nuotare in modo più efficace diminuendo la fatica e aumentando la velocità.

Parliamo dello stile libero, il crawl, quello che tutti usano per farsi un bagno, per arrivare fino alla boa o per allenarsi in piscina o al mare. Ma come nasce?

Nelle categorie degli stili, le nuotate a rana, a dorso, a delfino o a farfalla evocano molto precisamente il tipo di movimento che si farà in acqua. Poi è arrivato anche lo stile libero, che essendo appunto libero, veniva interpretato da ognuno secondo le proprie abitudini o l’estro atletico. Fra tutte le interpretazioni libere, alcune erano davvero strane e imbarazzanti, il crawl fu quello che permetteva di raggiungere le maggiori velocità, divenne quindi lo stile dominante che si appropriò della definizione ”stile libero”.

Dopo aver visto la storia, passiamo ora alla pratica:

1 – Iniziamo dalle mani

L’ingresso della mani in acqua deve fare meno spruzzi possibile, il braccio non sbatte sull’acqua ma entra disteso per la sua lunghezza. Nella prima metà della bracciata, quando tiri l’acqua verso di te, le braccia non devono scorrere di lato, sui tuoi fianchi, ma sotto di te, per aumentare la spinta.

2 – Allunga la testa

Più la testa è in alto, più i piedi affondano, questa è una legge idrodinamica che bisogna sempre tenere a mente. E non solo i piedi, anche i fianchi affondano, creando attrito cioè rallentamento, cioè fatica. Se vuoi cambiare la tua velocità, cambia la posizione della testa. Fai una prova: nuota con lo sguardo perpendicolare al terreno, a 90° rispetto alla linea del tuo corpo, poi ruota la testa in avanti, sentirai le anche che affondano e i piedi che pescano più in basso. Impara a regolare l’inclinazione della testa per riuscire a guardare dove vai senza far affondare il corpo.

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