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Volkswagen presenta il prototipo della Dune Buggy in versione elettrica e viene sommersa da così tante richieste che forse andrà in produzione.

Al salone di Ginevra quest’anno c’è stato un viaggio nel tempo. Succede che allo stand Volkswagen hanno esposto un prototipo che ha fatto sognare e innamorare tutto il mondo.

È stato il lancio ufficiale della ID Buggy, il veicolo che ripropone esattamente lo stesso identico spirito della Dune Buggy originale degli anni 60, con le più attuali tecnologie automobilistiche.

Una curiosità, giusto per sottolineare che quest’auto gode ancora dell’effetto simpatia: l’anno scorso Sotheby ho venduto una Buggy del 1969 per 56 mila euro.

Semplice come una Dune Buggy, bella come una Dune Buggy

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Bruce Meyers, il padre della Dune Buggy

La Dune Buggy era nata aggiungendo una carrozzeria di plastica al pianale di un Maggiolino, all’insegna della massima semplicità: senza tetto, portiere, finestrini, climatizzatore e con la strumentazione al minimo. Un’auto scoperta per andare piano e divertirsi, meglio se in compagnia.

L’idea di utilizzare il Maggiolino VW fu del surfista Bruce Meyers che cercava un modo per trasportare la sua tavola sulle spiagge della California e s’inventò l’auto estiva per eccellenza.

La ID Buggy riprende il paradigma e lo applica al nuovo millennio. La carrozzeria è in plastica, montata sul pianale che verrà usato per tutte le auto elettriche VW, niente portiere, niente finestrini, strumentazione essenziale, colori vivaci, design perfettamente centrato sul modello originale.

Il prototipo, appunto perché monta la piattaforma modulare MEB che sarà la parte motrice di tutte le auto elettriche VW, è molto potente e ha la trazione integrale, è l’unico aspetto non in linea con la filosofia Dune Buggy.

Si spera che venga commercializzata con prestazioni meno impegnative, sia di costo che di potenza.

Perché dalla fase di prototipo, Volkswagen sta progettando di realizzarlo veramente, visto che a Ginevra sono stati travolti dagli ordini, da tutto il mondo.

Per Volkswagen questo progetto ha due meriti: caricare il marchio di un effetto simpatia di cui ha molto bisogno visti i problemi sul diesel degli ultimi anni, dimostrare che la sua piattaforma elettrica modulare MEB è preziosa ed utile anche per edizioni limitate di automobili, di nicchia.

Quindi bentornata Buggy, ricordiamo la filosofia di Bruce Meyers: “E’ più di una normale auto, è passione, vita, divertimento.”