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Umberto Cutolo crea un nuovo tipo di investigatore, il cuoco Omero Sgueglia, che dalla Costiera Amalfitana entra nei casi polizieschi ed esce con la soluzione.

In questi ultimi anni l’Italia letteraria è diventata un paese di santi, navigatori e detective, ce n’è uno in quasi ogni città italiana, professionista o dilettante che con alterne fortune affronta omicidi e disgrazie.

bellavitosi–omicidio-all-acqua-pazza-giallo-umberto-cutolo.jpgHa un nuovo spirito e promette molto bene l’innovativo personaggio creato da Umberto Cutolo: l’investigatore-chef. Anzi, lo chef investigatore visto che il suo mestiere è fare il cuoco all’hotel Furore, in uno dei punti più belli della costiera amalfitana. Si chiama Omero Sgueglia.

Succede che una donna viene trovata impiccata sul ponte di Furore. E a distanza di poco tempo ne viene trovata un’altra, sempre impiccata. Erano donne belle, giovani, sposate con uomini che hanno parecchi anni più di loro.

Questo è il mistero di Omicidio all’acqua pazza, che irrompe nella vita di Omero e in tutto il paese di Furore. Lui se ne sta rintanato in cucina ad osservare tutti, colleghi, clienti dell’albergo, coppiette, forestieri, e intanto studia il caso. C’è anche il carabiniere Salvatore, che non capisce niente di delitti ma di cucina se intende eccome, soprattutto di pasta alle vongole.

Durante la sua indagine lo Sgueglia non smette mai di cucinare né di raccontare e decantare sapori, ricette, ingredienti.

Umberto Cutolo esordisce alla grande nel giallo raccontando con grazia il paesaggio attraverso la chiave dei sapori locali. Poi caratterizzando alla perfezione i suoi personaggi, intrisi d’ironia. Infine costruendo un meccanismo giallistico perfetto che fa leggere fino all’ultima pagina senza aver minimamente capito chi è l’assassino. C’è anche un’alzata di scudi contro il turismo sciocco in generale e in particolare il turismo macabro sui luoghi dei delitti. E siamo solo al primo volume della serie.

Non è un giallo tutta azione alla Raimond Chandler, è più vicino ad Agatha Christie e a Philo Vance, un poliziesco deduttivo che è anche un atto d’amore verso la costiera amalfitana e verso il paese di Furore, Dove Anna Magnani e Roberto Rossellini presero casa, la Villa della Storta.

La serie dovrebbe essere un trittico, il secondo libro è già in cantiere, ma i titoli in linea con questo Omicidi all’acqua pazza sono già parecchi: La scapece assassina, Il killer della peperonata, Il giallo del limoncello blu, e per finire, Capitoni coraggiosi.