MANET IN MOSTRA A MILANO AL PALAZZO REALE

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Le mostre di Edouard Manet sono fra quelle più frequentate dal pubblico di tutto il mondo. Anche quella allestita al Palazzo Reale di Milano promette di essere un evento che, fino al 2 luglio, richiamerà una grande folla di visitatori.

Il compito di Manet è fare da “apripista” a questa mostra che espone solo 17 opere da lui firmate, mentre le altre, circa un’ottantina, sono di altri artisti suoi contemporanei. Fra questi Baldini, Degas, Cèzanne, Gauguin, Renoir.

Né in politica, né nell’arte, Manet aveva velleità rivoluzionarie. Apparteneva a una famiglia dell’alta borghesia, frequentava la società elegante, viaggiava, era amico di letterati e poeti, come Boudelaire e Mallarmé. Come pittore si era formato nello studio di un pittore accademico e copiando al Louvre le opere dei maestri del passato: Tiziano, Velasquez, Goya.

E proprio frequentando il Louvre, Manet incontra la giovane Berthe Morisot, che diventerà sua musa, modella e amante.

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Berthe è sedotta dal fascino dell’artista e accetta di posare per lui. A quell’epoca Manet aveva già fatto scandalo con la sua Déjeuner sur l’herbe  e l’Olympia, ha già le idee chiare riguardo all’arte moderna, che deve secondo lui fondersi in chiave più libera con la grandezza dell’arte del passato.

Berthe Morisot, oltre che protagonista di dodici ritratti in cui l’intensità del suo sguardo appassionato trapela tra gli abili colpi di pennello di Manet, diventerà poi l’unica, importante, esponente femminile della pittura impressionistica, vivendo sempre a stretto contatto con il gruppo parigino.

Due sono i suoi ritratti esposti nella mostra del Palazzo Reale: Le balcon e Au bouquet de violettes.

Il rapporto dei due artisti, al di là del coinvolgimento sentimentale, non si interrompe: la Morisot viene ispirata da Manet che, dal canto suo, ne è molto influenzato. Tanto che, da realista, si apre all’Impressionismo.

Eppure, troppo impegnato a rivivere “da uomo del proprio tempo” la storia della pittura, Manet non volle mai far parte del gruppo degli impressionisti, che pure lo consideravano la loro guida ideale.

In questa mostra, la visione globale di molte opere degli artisti di quegli anni, permette di capire il fermento che si viveva a Parigi nel mondo dell’arte a quei tempi, quando gli artisti, assidui frequentatori di bistrot, café chantant, teatri, incrociavano le loro vite, così come Manet con la Morisot, per confrontarsi e influenzarsi a vicenda.

Milano, Palazzo Reale – Tutti i giorni fino al 2 luglio. Chiuso per festività: 1° maggio e 2 giugno, aperto 9:30-19:30 il 16,17,24,25 aprile.