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Sessant’anni di carriera e si vedono tutti. La mostra al Centre Pompidou di Parigi è la più grande e più completa che David Hockney abbia mai avuto.

Ha già debuttato a Londra, questa fantastica mostra, e resterà a Parigi fino al 23 ottobre, poi proseguirà per New York, sempre in movimento come il suo artista.

David Hockney ha iniziato con i ritratti, da giovane artista prodigio, nei primi anni 60 e da quegli anni non ha mai smesso di fare ricerca: nature morte, figure, ambienti, ritratti, paesaggi, ma sempre con l’occhio curioso e aperto verso nuove direzioni.

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Anche quest’anno, che compie ottant’anni, continua a lavorare su di sé e sul mondo come lo vede lui.

Hockney ora utilizza un nuovo attrezzo, l’iPad con cui fa quadri bellissimi e con cui organizza video spettacolari e molto intensi.

Il periodo delle piscine.

Quando lasciò l’Inghilterra per la California fu amore totale per la luce accecante di Los Angeles e per i suoi colori vivaci. Fu il periodo di opere tra le più ricordate, piene di azzurri e blu, uomini e piscine, riflessi di luce nell’acqua, un trionfo di gioia di vivere e di scoprire.

Fu anche il periodo dei ritratti di coppie, ambientati, molto naturalistici, colorati, con un’attenzione particolare alla simbologia e alla storia delle relazioni tra le persone.

A un certo punto David tornò in Inghilterra, nello Yorkshire in cui era nato.

In quel periodo la sua pittura si dedicò quasi esclusivamente alla natura, agli effetti del cambio di stagione sui paesaggi, ai colori dell’Inghilterra che pur essendo molto diversi da quelli californiani, erano amati perchè familiari.

Ma la luce chiama e David Hockney non si tira indietro.

(segue)

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