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La storia molto bizzarra di una famiglia intera il cui unico scopo nella vita è dormire e non lavorare. Da un autore che ha fatto di questa pratica la sua filosofia.  

Albert Cossery è stato un raffinato scrittore nato al Cairo e trasferito a Parigi nel dopoguerra fino alla sua morte, avvenuta nel 2008.
Per tutta la sua vita Cossery ha fatto del piacere dell’ozio la sua filosofia.

bellavitosi_albert-cossery-ozio.jpgLo ha spesso decantato nei suoi non numerosi romanzi. Ma soprattutto l’ha messo in pratica per tutta la sua esistenza.

I suoi contemporanei lo ricordano mentre girovagava ininterrottamente prima per le strade del Cairo e poi in quelle di Parigi, da felice e pervicace flaneur, rifiutando ogni genere di impegno e tantomeno di lavoro.

La pigrizia per Cossery era la vera libertà, la massima espressione di sé.

A Parigi ha sempre risieduto fino alla sua morte in un piccolo hotel di Saint German, La Lousiane. L’unico cambiamento è avvenuto nel 2002, quando dalla stanza 58 è passato alla 77.

Anche i lettori italiani potranno ora scoprire la sublime celebrazione di questa originale e alternativa visione di vita, leggendo il primo libro di Cossery pubblicato in italiano, “I fannulloni nella valle fertile”.

E’ la storia di un bizzarro nucleo familiare che vive nei sobborghi del Cairo, di cui fanno parte un padre vedovo, suo fratello, tre figli una giovanissima governante, perdutamente innamorata del figlio più piccolo.

In questa famiglia vige una regola e una sola: dormire il più possibile, coltivando l’inedia più totale.

La parola proibita è lavoro, sinonimo di perdizione, di condanna. Nessuna ragione al mondo deve ostacolare l’ozio totale, neppure il piacere dei sensi.

Perfino Rafik, il secondo dei fratelli, rinuncia alla giovane prostituta di cui si è innamorato, perché non potrebbe reggere il suo insensato dinamismo.

Ma il mondo intorno si conferma una continua insidia, con il suo incalzante movimento di desideri che minacciano l’abbandono al meraviglioso piacere dell’inerzia.

A Serag, il figlio più piccolo, è venuta la folle idea di cercarsi lavoro. Non si rende conto, gli chiedono I familiari stupiti, che quelli che lavorano sono esseri inebetiti? Non gettare sulla nostra famiglia l’onta della vergogna, gli dice il padre. Un ragazzo di strada lo ammonisce: stai attento, non cercare lavoro, che poi potresti trovarlo.

Maestro esemplare di questa rimarchevole famiglia devota all’ozio è Galal, il più grande dei tre figli, il felice doppio romanzesco dell’autore. Mangiare e andare al gabinetto per Galal sono le uniche ragioni per svegliarsi. Vive in uno stato quasi comatoso, in un letargo continuo della coscienza. Il sonno per Galal è il suo modello di vita: non perché vuole fuggire da un mondo che non gli piace. Ma per concedersi al sonno beatamente, come una cosa semplice e gioiosa. Alla fine, ignora completamente che fuori c’è dell’altro: un’umanità carica di dolori, di minacce e avidità. E forse proprio per questo vive felice.

Albert Cossery – I fannulloni nella valle fertile – Ed. Einaudi € 18,50