LA MUSICA RENDE GIOVANI

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Abbiamo visto al cinema il concerto che David Gilmour ha tenuto a Pompei 45 anni dopo lo storico film-concerto dei Pink Floyd nel 1972. Viva la musica viva!

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Dopo 50 anni di musica David Gilmour, che oggi ha 71 anni, è ancora in forma, presente, potente,la dimostrazione vivente che suonare la chitarra fa restare giovani. A 71 anni ha tenuto il palco da vero protagonista, a Pompei, nell’anfiteatro romano dove era stato 45 anni fa con i Pink Floyd.

Capelli e barba bianchi, corti, occhi chiari e sereni, invecchiato bene nel fisico e sembra anche nell’animo, l’uomo che è entrato nell’Olimpo dei migliori chitarristi di tutti i tempi fa sentire il suo magic touch su una chitarra elettrica vecchia quasi quanto lui, consumata e logorata da chissà quanti concerti. Stupisce ancora la leggerezza con cui fa uscire la musica dalla chitarra.

I due grandi vecchi, l’uomo e il suo strumento, nota dopo nota si tolgono gli anni di dosso e avvolgono tutti con canzoni senza tempo, è la grande musica dei Pink Floyd.

 

Dopo aver suonato The great gig in the sky, scritto da Richard Wright scomparso otto anni fa ha detto: “I fantasmi del passato, recente e antico, sono qui”.

Il film di questo concerto è stato trasmesso per tre giorni nei cinema di tutto il mondo con la più alta qualità video e audio disponibile per il cinema, e in Italia ha raggiunto un incasso da primi posti del box office, stimato in circa 600 mila euro.

Ma ci guadagna, Pompei, da tutto questo show?

Eccome se ci guadagna: la sua parte per due giorni di concerto e tre sere al cinema ammonta a circa 260.000 euro, che vanno direttamente alle casse della Soprintendenza Archeologica di Pompei.

Mica male, per pochi giorni di occupazione dell’Anfiteatro Romano, una bella iniezione di risorse finanziarie per questa perla della storia, sempre in lotta con il Ministero dei Beni Culturali per i fondi di gestione e manutenzione.

Forse anche per questo, David ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal comune di Pompei.

Il 29 settembre, i fan dei Pink Floyd saranno accontentati con le versioni Cd, Dvd e Blu-ray del concerto.

Nota di costume in chiusura.

All’epoca del film-concerto nel 1972 i Pink Floyd non vollero suonare in playback e pretesero orgogliosamente il suono dal vivo. La produzione, per soddisfare questa richiesta dovette far arrivare l’elettricità direttamente da una presa del municipio di Pompei, con un cavo lungo qualche chilometro che attraversò tutta la zona archeologica.