Tempo di lettura: 2 min.

Fra i massimi registi della commedia all’italiana, Steno è quello che per primo ha aperto la strada a un modo di fare una comicità unita all’ironia e alla satira di costume.

Lo rivela la mostra Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora, alla Galleria Nazionale di Roma fino al 4 giugno.

Nell’esibizione dedicata al suo centenario, si tracciano le tappe della vita di Stefano Vanzina, in arte Steno.

bellavitosi_steno-l-arte-di-far-ridere-galleria-nazionale.jpg

E’ un allestimento ricco di foto, cimeli che ricostruiscono la storia professionale e privata di uno dei più grandi registi italiani: dall’infanzia fino all’ultima opera cinematografica. Con le testimonianze degli attori che hanno lavorato con lui: primo fra gli altri Totò, di cui si celebra in questo periodo il cinquantenario della morte.

Tanti anni sono passati, eppure questa comicità è ancora irresistibile. Oltre a Totò, le battute che Steno ha messo in bocca ad Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Tognazzi e Vianello, Franchi e Ingrassia, Renato Pozzetto, Diego Abatantuono, Mariangela Melato, Monica Vitti, Enrico Montesano, Gigi Proietti, sono ancora oggi un pilastro fondamentale della migliore commedia all’italiana, di cui Steno è stato il padre fondatore, dopo gli anni ’50.bellavitosi_steno.jpg

Steno fu infatti il primo capace di differenziarsi dalla classica commedia rosa tanto in voga nel dopoguerra, grazie a quelle scenette comiche ma intrise di pungente satira di costume che erano lo specchio della società italiana di quel tempo.

L’allestimento della mostra si rifà a quel Diario Futile in cui lo stesso Steno ha raccolto per anni ritagli di giornale, vignette, appunti e foto dei collaboratori, contestualizzando la filmografia secondo il periodo storico, sociale e culturale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’esposizione è strutturata in due sezioni. Quella cronologica racconta l’infanzia e gli esordi professionali di Steno nelle riviste di avanspettacolo e alla radio, mentre parallelamente iniziava la sua carriera sceneggiatore e di regista per il cinema e la prima tv in bianco e nero. La seconda sezione è tematica, e racconta Steno sia nell’ambito professionale che nel suo privato.

Una mostra da visitare per ritrovare le tracce del nostro passato, ciò che ci divertiva e affascinava quando eravamo bambini, con gli occhi incollati allo schermo e le battute degli attori si imprimevano indelibilmente nella nostra testa: “Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo, maccarone! Io me te magno…!”