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Se n’è andato Lou Reed, se n’è andato David Bowie ma lui -per fortuna- è sempre lì, con quei solchi che scavano le guance e quell’aria da bellavitoso stropicciato.

 

Dannato interprete della trasgressione musicale anni 70, Iggy Pop si rifà vivo ora, dopo un lungo periodo di totale inattività da pensionato d’alto bordo in quel di Miami.

 

Ma evidentemente era un modello di vita troppo deprimente e non adatto alle sue inquietudini. E così, invece di limitarsi a piccoli camei televisivi, come quello che lo ha visto passeggiare sulla spiaggia insieme ad Anthony Bourdain in una puntata del programma No Reservations dedicato a Miami, il nostro Iggy ha pensato bene di tornare sulla scena e di uscire, finalmente, con un album nuovo di zecca. Il titolo, Post-Pop Depression, la dice lunga.

 

I pezzi che lo compongono sono stati realizzati in collaborazione con Josh Homme, un musicista di primo piano nella scena rock statunitense, Iggy lo ha semplicemente chiamato al cellulare da Miami e a Josh non è parso vero di mettere a disposizione il suo talento.

 

La collaborazione fra i due, insieme a Dean Fertita e Matt Helders, ha prodotto un risultato esaltante. Nei suoi studi di registrazione californiani, Josh Homme ha autoprodotto un album che ha fatto rinascere, nel timbro della voce scarna e baritonale di Iggy, lo spirito musicale che lo ha reso una leggenda.