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Al Museo d’arte della Svizzera italiana, le monumentali incisioni di Franz Gertsch e oltre settanta xilografie di Paul Gauguin ed Edvard Munch.

A Franz Gertsch è stato chiesto di collaborare con il MASI, Museo d’arte della Svizzera italiana a Lugano, non solo come artista ma anche come curatore, in collaborazione con Tobia Bezzola direttore del museo. Così è nata la mostra Cut in wood, al MASI fino al 22 settembre.

Sono 9 xilografie monumentali di Franz Gertsch, uno degli artisti svizzeri più significativi vivente, esposte in un inedito dialogo con oltre 70 incisioni su legno di Paul Gauguin e Edvard Munch.

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Impara da Gauguin e Munch

Dopo essersi dedicato con successo alla realizzazione di dipinti realisti di grande formato, nel 1986 Gertsch si immerge in questa nuova esperienza ricordandosi di due artisti molto importanti negli anni della sua formazione, Paul Gauguin e Edvard Munch.

Nonostante la distanza cronologica e stilistica, si avverte subito un’atmosfera e una spiritualità che li accomuna. Contemplando queste tavole spettacolari, dal trittico sul torrente (Triptycon Schwarzwasser) che scorre vicino alla casa dell’artista ai ritratti femminili, appartenenti anch’essi a una cerchia familiare, ci si sente subito immersi in una magica dimensione atemporale.

Sprigionare la luce dal legno

Il processo che porta all’incisione è accurato e laborioso. Si parte da un blocco di legno di tiglio che viene dipinto di un colore blu. Prima c’è un’immagine, una foto tratta dalle migliaia che costituiscono l’archivio di Gertsch trasformata in diapositiva e proiettata sulla tavola, dalla quale cominciare a delineare il contorno.

Poi inizia il meticoloso lavoro di incisione con attrezzi speciali fino alla composizione dell’immagine e alla stampa su grandissimi fogli di carta spessa appositamente realizzati per lui da un maestro giapponese.

Anche quest’ultima fase è il risultato di una creazione personale di Gertsch, il blocco viene posto sul tavolo e con l’aiuto di 12 persone il colore viene rullato a più riprese per ore e ore. C’è un equilibrio molto complesso e delicato tra materiali e colore, ma alla fine queste opere sono uniche, una festa per gli occhi di chi le contempla.

Silvia Orlandini