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Qualcosa di forte ogni tanto? Meglio qualcosa che ne valga la pena. Un buon rhum ad esempio, oggi può essere una delle scelte più raffinate.

Nelle enoteche specializzate oppure nei grandi supermercati è possibile trovare centinaia di marche diverse di rhum, a prezzi modici ma anche di alta gamma.

Per alcuni, il rhum è conosciuto come ingrediente per fare i dolci o cocktail, più che qualcosa da sorseggiare con calma, che gratifica e accarezza

il palato.

Il rhum è un distillato della canna da zucchero prodotto in molti continenti. Quando esce dall’alambicco ha un colore bianco trasparente. Il suo colore ambrato è dovuto all’invecchiamento in fusti di legno.

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La canna da zucchero

Ci sono due famiglie di rhum.

La prima famiglia è quella dei “rhum agricoli” ricavati partendo dalla distillazione del succo della canna da zucchero e la cui produzione è essenzialmente localizzata nelle Antille Francesi, con una AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) riservata alla Martinica. Qui i rhum sono bianchi, ambrati, invecchiati e anche molto invecchiati.

Poi c’è la famiglia dei cosiddetti “rhum tradizionali” che nascono a partire dalla distillazione della melassa, un sottoprodotto della lavorazione dello zucchero. Questi rhum rappresentano il 90% della produzione totale e hanno origini in tutto il mondo. I Caraibi britannici e l’America Latina (Guyana, Venezuela, Antigua, Cuba, Repubblica Domenicana) restano le regioni più rappresentative.

Da cosa dipende la bontà di rhum?

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