QUELLA COSA LI’ SI CHIAMA FOUTA

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I mesi scorsi l’abbiamo vista ovunque: venduta dai vucumprà o in eleganti negozietti, un po’ a tutti i prezzi. Ma da dove arriva?

L’equipaggiamento-base del bagnante doc sono le ciabatte, la crema solare e l’asciugamano sulla spalla. Ma da un anno o due, in estate c’è stata una rivoluzione, un segnale che i tempi stanno cambiando.

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Abbasso l’asciugamani, è arrivata la fouta!

Basta con l’asciugamano bagnato che pesa venti chili, ora c’è una soluzione più chic e senz’altro più comoda. L’avete sicuramente già vista in giro, ma forse non sapete di che si tratta. E’ la fouta, nuova tendenza che costringerà molti ad aggiornarsi e buttare via i vecchi teli da spiaggia, se non altro per questioni pratiche.

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Che cos’è?

La fouta (in italiano si pronuncia futa) nasce come telo che tradizionalmente si usava negli hammam tunisini. Ma qualcuno afferma che sia arrivata lì attraverso la via della seta nelle ceste dei mercanti arabi.

La parola fouta ha infatti origine dalla lingua indiana. Tradizionalmente veniva tessuta a mano con telai artigianali dalle donne berbere. Ha diverse dimensioni, in tessuto di cotone a righe colorate monocrome o abbinate in diversi colori.

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A cosa serve?

La fouta può essere usata come telo da bagno, telo da spiaggia, per avvolgerla intorno al corpo come un pareo, o in casa come copriletto, copri divano, tovaglia e persino tenda.

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Che vantaggi ha?

Normalmente è un tessuto di cotone 100% di ottima qualità. E’ leggera, soffice e con un alto potere assorbente. Al contrario della spugna non trattiene la sabbia e si asciuga molto rapidamente. I colori sono resistenti al sole e ai lavaggi, non si restringe e occupa poco spazio quando viene ripiegata.

Dove si vende?

Ovunque. Dai venditori ambulanti (di solito intorno ai 15 euro e un po’ di più per quelli più grandi), nei negozietti dei posti di mare, nei negozi di biancheria in città a prezzi diversi, oppure online, per esempio qui, qui o qui.