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Negli Stati Uniti le grandi foreste orientali si sono spostate di 15,4 chilometri in poco più di 10 anni. Cosa sta succedendo agli alberi, è una migrazione?

Le grandi foreste americane si stanno dividendo, è come se un gruppo andasse da una parte e un altro gruppo dall’altra. C’era una tendenza generale, studiata e monitorata, un flusso diretto al nord per allontanarsi dai tropici e dai suoli più caldi.

Ma ora si registra un nuovo orientamento che punta verso ovest, il famoso West americano. E’ una scissione in cui le conifere, le specie più antiche e primitive, salgono al nord mentre le angiosperme che sono le piante più evolute, virano all’ovest. Perché? E’ ancora un mistero. Ci sarà come una spaccatura a est, proprio come accade quando un gruppo di persone si separa e prende direzioni diverse.

Ma ci sono anche altre stranezze.

C’è stata un’accelerazione, un cambio di velocità, se prima si muovevano a una velocità di 11 chilometri ogni 10 anni, ora i “fuggitivi” viaggiano a 15,4 chilometri per decennio.

E’ ancora presto per capire i veri motivi, sicuramente c’è da valutare l’impatto dell’uomo sulla natura, con i suoi insediamenti residenziali, gli incendi, la diffusione di parassiti e altro ancora.

Di certo, l’aspetto attuale delle foreste è molto diverso da quello che avevano 30 anni fa. Gli alberi più giovani spostano i loro centri abitativi e cominciano a espandersi più a ovest, dove trovano condizioni migliori per crescere, è interessante notare che nessuna specie si è diretta a sud o a est.

In 35 anni la temperatura media è aumentata di 0,16 gradi centigradi e, anche se non ci sono prove che il clima più torrido scacci le foreste, tuttavia è logico pensare che gli alberi cerchino di trovare zone più umide.

Ma come fanno a muoversi?

Non certo alzando le radici come per camminare, la modalità e la velocità della migrazione forestale varia da specie a specie e dipende totalmente dal meccanismo della dispersione dei semi, grazie al vento, al manto dei mammiferi, all’acqua corrente, ai tratti digestivi degli uccelli, agli eventi atmosferici.

Una volta stabilite nel nuovo territorio, le piante pioniere lo colonizzano e combattono con gli eventuali ostacoli per la luce, il nutrimento e lo spazio.

Intanto al MIT di Boston è nato il progetto Treepedia che vuole recensire la popolazione degli alberi nelle grandi città, monitorarle e valutare l’indice del tasso ecologico dell’area urbana. Sono già arrivati a 13 grandi città tra cui Boston, New York, Los Angeles, Toronto, Londra, Parigi, Ginevra e Torino. E’ una piattaforma che aiuterà le amministrazioni locali per impostare meglio le politiche ambientali.