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Non lo lasceremmo mai solo, neanche per andare in vacanza. Neanche a costo di difficoltà burocratiche, di sacrifici per trovare l’albergo che lo accolga, il ristorante che gli apra le porte, l’aereo che lo ospiti a bordo con noi.

Portare il nostro animale in vacanza può essere non facile eppure lo facciamo volentieri, specialmente se il nostro amico non ama andare in pensione, oppure è troppo anziano o malato.

E’ soprattutto indispensabile sapere a cosa si va incontro e conoscere tutte le regole per partire sereni.

Ecco alcuni consigli su cosa fare prima, durante e dopo il viaggio con il vostro amico a quattro zampe.

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La legge dice che tutti i cani, i gatti o i furetti che viaggiano nei Paesi dell’UE devono essere identificabili attraverso un microchip, avere un passaporto europeo ed essere vaccinati contro la rabbia almeno tre settimane prima della partenza.

Il vaccino contro la rabbia ha una validità di 3 anni.

Il passaporto europeo è un documento che deve essere richiesto al Servizio Veterinario della propria Asl, con costi che variano da regione a regione.

Per Regno Unito, Irlanda, Finlandia, Svezia e Malta le regole sono più severe. Il passaporto europeo deve infatti riportare la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia, da eseguire dai 4 ai 6 mesi prima della partenza e l’attestazione che l’animale è stato sottoposto a un trattamento vermifugo cinque giorni prima ed entro 24 ore dalla partenza. Per l’Irlanda, è necessario anche sottoporre l’animale a un trattamento contro le zecche.

Ma al di là degli obblighi di legge, il consiglio è di consultare il vostro veterinario su trattamenti preventivi che è il caso di fare se si va in certi paesi in cui c’è il rischio di particolari malattie endemiche contro cui è meglio premunirsi.

In Francia, per esempio, sono diffusi dei pappataci simili alle zanzare, chiamati flebotomi, capaci di trasmettere la leishmaniosi.  Certe zecche sono invece veicolo della piroplasmosi o dell’erlichiosi, per citare solo alcune pericolose malattie.

Ricordiamoci che anche in Italia le vaccinazioni sono necessarie o consigliate: ad esempio contro la leishmaniosi e la filariosi per chi si reca in Toscana, Marche, Umbria, Lazio e nel tacco della Puglia, in Sardegna, nella Pianura Padana, nelle zone attorno al Po, in quelle lacustri e in alcune aree della Sicilia e della Campania.

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DURANTE IL VIAGGIO.

Le regole per imbarcare un amico a 4 zampe su aerei, traghetti o treni variano da compagnia a compagnia. Per tutti è obbligatorio segnalare la presenza dell’animale a bordo e avere i documenti in regola.

In commercio ci sono diversi farmaci contro il mal d’aria e il mal d’auto, ma è meglio farsi consigliare dal veterinario, non tutti gli animali reagiscono allo stesso modo. Per il gatto, può essere utile anche la somministrazione di ferormoni appaganti che aiutano a ridurre lo stress.

Non dimentichiamo di portare con noi medicine per l’irritabilità intestinale che accompagna spesso i nostri animali in viaggio, specialmente nei mesi caldi.

E DOPO, AL RITORNO?

Quando il viaggio è finito e siamo tornati a casa, può essere molto consigliabile sottoporre il vostro animale, soprattutto se è un cane, a un trattamento contro i vermi, per evitare che le larve di qualche parassita entrino nel sistema circolatorio.

I casi di dilofilariosi sono infatti tutt’altro che rari: si tratta di larve depositate da alcune zanzare, che in circa 60 o 90 giorni penetrano nel tessuto sottocutaneo fino alle arterie polmonari e nel cuore.