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Due amiche over 50, due donne attive ma non supersportive e un viaggio in bicicletta lungo la via francigena, più di 1000 chilometri da Aosta a Roma in 17 giorni.

di Silvia Orlandini

”Un’esperienza fantastica non solo perché ci ha fatto conoscere un’Italia segreta e bellissima, ma anche per la sorprendente risposta umana che ci ha riservato” dice entusiasta Monica Nanetti, protagonista di questa avventura insieme ad Annita Casolo.

bellavitosi_se-ce-ho-fatta-io-viaggio-bici.jpgCome è nata l’idea?
Ho cominciato a pensare al viaggio nel 2016, attraversavo un periodo di crisi, una figlia grande e sempre più spesso all’estero, il mio lavoro sempre meno gratificante. Sto invecchiando, mi dicevo, ma sono ancora in salute e ho molto più tempo libero. E’ a quel punto che ho trovato il coraggio di realizzare un sogno che avevo sempre desiderato e che mi avrebbe ridato fiducia in me stessa.

Avrai dovuto allenarti seriamente?
Ho sempre usato la bicicletta in maniera saltuaria, quando siamo partite avevamo una preparazione minima e qualche giro di allenamento alle spalle. ll più lungo era un tragitto di 90 km tutto in pianura, niente a che vedere con quello che ci aspettava! Il bello era proprio fare qualcosa di piacevole, senza nessun record da raggiungere.

Saresti partita anche sola?
Era quello che volevo, ma nel frattempo anche Annita, in pensione con due figlie grandi, si è appassionata al progetto e ha deciso di seguirmi. Abbiamo cominciato a fare i primi giri finché a marzo sono stata investita e mi sono ritrovata con un polso rotto. Neppure l’incidente però mi ha fermato. Ad aprile ho tolto il gesso e, dopo due mesi di inattività, Il 26 maggio siamo partite.

La tappa più dura?
In teoria il passo della Cisa, in realtà quando arrivi ad Aulla e pensi di essere già stata eroica, una deviazione ti porta su stradine e viottoli sterrati, in un alternarsi di salite e discese sfiancanti; ci siamo ritrovate a spingere a mano le nostre bici per 10 km, è stata la tappa più massacrante!    

bellavitosi_se-ce-ho-fatta-io-viaggio-bici.jpgLa sorpresa?
Avevo deciso di aprire una pagina Fb, per tenere aggiornati parenti e amici, ma nell’arco di pochi giorni hanno cominciato a scrivermi in tanti, donne della mia età ma anche ragazze che oltre a esprimerci la loro ammirazione volevano ringraziarci, da una vita avrebbero voluto fare qualcosa per sé, ma non avevano mai avuto il coraggio. Insomma, con la nostra normalità eravamo diventate un esempio da seguire, uno stimolo per un desiderio da realizzare. Improvvisamente Il nostro viaggio è diventato quasi una “psicoterapia collettiva”. Così ho aperto la pagina FB ”Se ce l’ho fatta io” e un account Instagram che sono diventati una community, uno spazio di discussione permanente.

Il prossimo viaggio?
Da Vienna a Milano, attraverso la via Postumia. 1700 km che dovrei percorrere in 26 giorni circa. Forse è una follia, ma lo spirito è sempre lo stesso, divertirsi arrivando in fondo. E se non fosse così, non è un problema.

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