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OLTRE LA NEVE, DI STUBE IN STUBE

Tempo di lettura: 7 min.

Non c’è frazione altoatesina che non vanti la sua stube storica: la stanza rivestita di legno, un tempo il cuore della casa. Scopriamo dove sono le più belle e antiche.

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Le pareti sono ancora quelle del 1600, in legno di cirmolo. Sono antiche anche le stufe di maiolica, le madie dipinte e persino le ricette delle salse ai mirtilli per la selvaggina che si servono agli sciatori

infreddoliti. È una scena di vacanza in montagna che si può ambientare ovunque nelle valli dell’Alto Adige.

Dopo una giornata sulle piste, gli sportivi si rifugiano volentieri nel calore di una stube, in albergo, in un ristorante o in un locale per i doposci.

La stube è stata per secoli l’unica stanza riscaldata, il centro della vita familiare nelle abitazioni delle valli ladine e in tutto il Tirolo. Il suo nome deriva da “stufa”, in ladino “stüa”, perché è dotata di una grande stufa in calce.

Rivestite in legno scurito dal fumo e dal tempo, queste stanze tipiche dell’Alto Adige hanno un fascino che nessuna boiserie nuova fiammante potrà mai eguagliare. Una tradizione che dura ancora, al punto che persino nelle abitazioni c’è chi si fa ricostruire una stube nuova.

Le vecchie stube sono un motivo di orgoglio per molti alberghi e ristoranti, ed è lì che di solito vengono servite ai clienti le specialità delle loro cucine: carré di maiale affumicato, zuppa d’orzo, ravioli di cavolo rosso, cervo, camoscio, capriolo e tante altre prelibatezze. (segue)

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