Ti sarà inviata una password per E-mail
Tempo di lettura: 3 min.

Rete di metallo e trasparenze: l’arte contemporanea ha valorizzato il sito archeologico di Santa Maria di Siporto, nel Gargano, in un paesaggio quasi metafisico.

A chi dovesse passare dalle parti di Manfredonia, nella piana di Siponto, consigliamo di fare senz’altro una tappa al parco archeologico. E’ un contesto con reperti che vanno dalla fondazione di una colonia romana, successivamente abbandonata alla fondazione nello stesso luogo della città di Manfredonia.

L’ARTE SI FONDE CON L’ARCHEOLOGIA.

In questo parco il giovane artista Edoardo Tresoldi ha ricostruito, con una rete metallica leggera e trasparente, l’antica basilica paleocristiana, ricreando, con un effetto di ologramma tridimensionale, i volumi originari di architetture ormai scomparse.

Un coraggioso intervento conservativo e didattico, in cui l’archeologia incontra la modernità, in perfetta armonia con l’ambiente circostante, soprattutto con la vicina e bellissima chiesa di Santa Maria Maggiore in stile romanico, datata intorno all’anno Mille.

E’ una bellissima fusione fra i linguaggi contemporanei dell’arte il design e l’architettura, che offre la possibilità di vedere concretamente come doveva essere l’antica basilica, attraverso le trasparenze quasi metafisiche create dalla struttura di metallo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

UN INCONTRO DI PIU’ COMPETENZE.

L’istallazione, inaugurata l’anno scorso, è stata possibile grazie alla Soprintendenza Archeologia della Puglia, che si inserisce nel tessuto sociale e paesaggistico di questa zona e che ha permesso di far rivivere spazi archeologici dimenticati.

Per realizzare quest’opera è stato necessario coinvolgere diverse competenze, per mantenere una coerenza storica e stilistica e non cadere in false interpretazioni.
Architetti, storici dell’arte, esperti in beni culturali, restauratori e archeologi hanno affiancato l’artista in uno scrupoloso lavoro di analisi e confronto con altre basiliche di epoca paleocristiana, per stabilire dimensioni, altezze e proporzioni analoghe a quelle di modelli documentati.

Sulla base della planimetria e dei frammenti architettonici rinvenuti dagli scavi, è stato quindi possibile creare una ricostruzione verosimile della chiesa distrutta.

UN LUOGO CON UNA STORIA DI SECOLI.

Il Parco Archeologico di Siponto è la testimonianza di uno dei porti più settentrionali della Magna Grecia.
La leggenda vuole che la sua fondazione sia dovuta all’eroe omerico Diomede. Nel 189 a.C. divenne colonia romana, mantenendo comunque viva la sua importanza strategica e commerciale. La basilica paleocristiana venne costruita tra il IV e il V secolo.

Distrutta dai Bizantini nel VII secolo, fu ricostruita subendo nei secoli insediamenti saraceni, normanni ebraici e cristiani.

Si dice che un terremoto distrusse Siponto nel 1223. Per questo si decise di rifondare una nuova città poco più a nord che, in onore del suo fondatore Manfredi, sovrano svevo del Regno di Sicilia e principe di Taranto, venne chiamata Manfredonia.

Alle innumerevoli vicende storiche e ambientali, sono sopravvissute la chiesa di Santa Maria Maggiore, considerata un capolavoro dell’architettura romanica pugliese, e la basilica inferiore, costruita successivamente.

L’accesso all’opera è pubblico e vi consigliamo di andarci nel pomeriggio, quando è ancora è giorno, per poi aspettare che si faccia buio e che si accendano le luci.

Per informazioni sulla visita: Museo Nazionale di Manfredonia +39 0884587838.