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KOLYMBETHRA, GIARDINO DELLE MERAVIGLIE

Tempo di lettura: 3 min.

Dal Medioevo ad oggi il terreno è usato per coltivare gli agrumi: da allora la valle è chiamata “giardino”, per indicare l’abitudine che in Sicilia unisce l’utilità produttiva alla bellezza e al profumo di questi frutti.

Grazie al FAI gli antichi percorsi d’acqua sono stati ripristinati, ricostruendo gli ipogei, cioè le gallerie artificiali dette anche feaci, dal nome dell’architetto greco Feace che le ha progettate.

Nel Giardino della Kolymbethra si trovano oggi paesaggi costellati da alberi di diversa natura. Nei terreni scoscesi si concentrano specie tipiche della macchia mediterranea.

Nel fondovalle, lungo il piccolo fiume bordato da canne, crescono salici e pioppi bianchi e alberi di antiche varietà di agrumi, irrigati secondo le antiche tecniche arabe. L’agrumeto, nella valle racchiusa da due pareti di calcarenite rossa, comprende 660 specie di agrumi, di cui 320 storiche, messe a dimora in sostituzione di quelle morte dopo decenni di abbandono.

Dove il terreno è più arido ci sono poi gelsi, carrubi, fichi d’india, mandorli e 50 esemplari di ulivo, tra cui i monumentali olivi saraceni.

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