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Una cucina semplice e saporita, con frutta e verdura freschi, latte di capra, yogurt e vino del posto. Saranno questi i segreti della longevità qui a Ikaria?

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Nelle nostre vacanze in giro per le isole greche, la cucina non ci ha mai fatto fare i salti di gioia. L’immancabile insalata greca, la moussaka, lo tzazichi, la taramosalata o l’octopus dopo un po’ ti escono fuori dalle orecchie.

Chi conosce personalmente qualche greco avrà forse degustato qualche altra variante sul tema, ma noi siamo arrivati qui ad Ikaria con una certa rassegnazione e con nessuna aspettativa riguardo al cibo.

La cucina greca è semplice. Lo è anche qui a Ikaria. La differenza sta nella qualità delle cose.

Vediamo un po’ se ci sono evidenze sostanziali che rendono quest’isola tanto speciale da meritare il titolo di Zona Blu.

Sarà la frutta e la verdura?

bellavitosi_ikaria-alimentazione-mangiare.jpgIn questi mesi fuori stagione è più facile accedere alle stesse cose di cui si cibano gli isolani.

Questa estate, da 7.000 abitanti si è passati improvvisamente a 75.000 (l’anno scorso erano 35.000 e nessuno sa spiegarsi il perché di questo boom), i supermercati erano al collasso e quindi anche gli approvvigionamenti.

La frutta, la verdura, il pane, il latte in gran parte venivano da Atene. O anche dall’Italia. Il pesce fresco era cosa rara.

Adesso che il ciclone turistico è passato e i ritmi dell’isola sono tornati alla normalità, è possibile assaggiare la frutta e la verdura coltivata sul posto. Per ora abbiamo mangiato pomodori e zucchine: sanno davvero di pomodori e di zucchine! Un sapore che all’Esselunga non si trova di sicuro.

Anche le arance locali non sono male. Dall’aspetto sembra che non valgano granché, sono pallide e danno sul verdognolo. Ma da spremere sono succose e dolci.

Sarà il vino?

bellavitosi_ikaria-alimentazione-mangiare.jpgCiò che si dice a proposito della gente di Ikaria, è che vive di più perché beve il vino che fanno sul posto alcuni piccoli produttori, da uve locali coltivate biologicamente.

Noi lo abbiamo assaggiato. E’ un vinello giovane, con un sapore equilibrato. Piacevole, anche se non di alte pretese. E non ci è venuto mal di testa.

Fare vino a Ikaria è una tradizione molto antica: lo testimonia il gran numero di terrazze scavate sulla montagna.

Sull’isola si serve anche sfuso, nelle tipiche caraffe di alluminio colorato. Oppure si vende al supermercato, in bottiglie di vetro. E anche di plastica…

Qui qualche anziano dice che per vivere a lungo tre cose sono importanti: non avere l’orologio, camminare molto e bere molto vino di Ikaria. Ognuno ha le sue regole.

Sarà il thè?

bellavitosi_ikaria-alimentazione-mangiare.jpgAltra cosa che si beve molto qui è il thè preparato con la sideritis, una pianta che in realtà arriva da Creta. E’ detta anche thè della montagna, thè del pastore o tsai vounìsio.  Si beve comunque in quasi tutta la Grecia, non solo qui.

Questo thè lo fanno in casa, usando i fiori ma anche i rami della pianta. E lo servono anche in tutti i locali, esclusi quelli della costa nord, che sono un po’ più moderni perché l’estate fanno lo spritz per i turisti più giovani.

La sideritis è una pianta conosciuta fin dall’antica Grecia perché veniva usata dai guerrieri per curare le ferite di spade e coltelli. Ma la sua efficacia oggi è confermata anche dal mondo scientifico. E’ un anti-ossidante con un’azione antibiotica, analgesica e disintossicante. Fa molto bene anche per il mal di gola, il raffreddore e per la digestione. Insomma, più se ne beve e meglio si sta.

Sarà il pane?

Il pane greco in genere è molto buono. Qui a Ikaria anche.

Il più buono lo fa Nick a Agios Kirikos, che è nato e cresciuto negli Stati Uniti. E’ tornato nell’isola d’origine della sua famiglia per lavorare con il forno a legna ereditato da sua nonna, usando le stesse antiche ricette per fare il pane con il lievito madre.

Ma ci sono molti altri forni sull’isola. Qualcuno usa forni elettrici e anche pane surgelato precotto che poi mette in forno. Tutto il mondo è paese.

Allora sarà il latte e il formaggio di capra?

bellavitosi_ikaria-alimentazione-mangiare.jpgSi dice che a Ikaria la gente vive più a lungo perché usa molto latte e formaggio di capra.

Qui la storia è confusa. Se passavate da Ikaria un quattro anni fa, trovavate capre in mezzo alla strada, in campagna, sulla montagna, dappertutto.

Noi non abbiamo visto tutte queste capre, solo alcune raccolte sotto gli alberi, qua e là sulla montagna. E di questo formaggio fresco di capra, nei negozi non ne abbiamo visto neanche l’ombra. Forse i contadini se lo tengono per sé.

Abbiamo incontrato un giovane studioso dell’Università di Trieste che si trova a Therma per fare studi sulla popolazione di Ikaria (ma in modo più serio e scientifico di quanto facciamo noi) e lui  ce ne ha fornito la spiegazione.

Pare che la comunità europea anni fa desse finanziamenti agli allevatori, cosa di cui molti qui hanno approfittato. A quel punto l’isola si è riempita di capre: ma dopo il primo entusiasmo gli allevamenti si sono man mano ridotti. Dove sono finite le capre? Molti maliziosi sospettano che abbiano accompagnato i pranzi della domenica.

Il latte di capra quindi avrà certamente nutrito le generazioni precedenti, ma quelle di oggi a Ikaria secondo noi bevono il latte di mucca nel cartone da un litro, come in città.

Insomma, che sarà?

Certo, non è un segreto che se si mangia in modo sano si vive di più. Questo lo puoi fare anche in molti altri posti del mondo e non c’è bisogno di venire qui.

A noi pare che qui a Ikaria si mangi come in tutto il resto della Grecia. Ci sono parecchie signore obese, signori che al ristorante si abboffano di carne e stufati.

Questa faccenda di essere una località segnalata come Blue Zone ha diffuso in giro per il mondo una serie di racconti su internet che non sempre hanno un fondamento concreto.

Per cui, se venite a Ikaria mangiate quello che volete e rilassatevi. L’insalata greca, la moussaka, lo tatzichi, l’octopus, la taramosalata saranno qui ad aspettarvi. Come sempre.

 

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