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Versare i contributi volontari può essere utile a chi non ha raggiunto l’età per la pensione, ma il gioco vale la candela? Ecco alcuni chiarimenti.

I lavoratori possono scegliere di versare questi contributi quando hanno smesso di lavorare, se vogliono perfezionare i requisiti per raggiungere il diritto alla pensione o vogliono aumentare la loro pensione.  Per farlo, occorre però un’autorizzazione.

CHI PUÒ CHIEDERE L’AUTORIZZAZIONE?

Può chiedere l’autorizzazione per versare i contributi volontari chi può dimostrare di avere almeno 3 anni di contributi effettuati nei 5 anni precedenti, oppure chi può far valere almeno 5 anni di versamento nell’intera vita assicurativa, cioè 260 settimane.

Possono farlo tutti i lavoratori dipendenti o autonomi, non iscritti all’Inps o a un altro ente, che non sono in attività, oppure che hanno chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio o che hanno un contratto part-time.

Anche i titolari di assegni d’invalidità Inps possono versare contributi volontari.

COME FARE DOMANDA PER QUESTI CONTRIBUTI?

La domanda per pagare i contributi volontari s’inoltra via web, collegandosi al sito www.inps.it, tramite il PIN che fornisce l’INPS su richiesta.

Si può farlo anche al telefono, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 o il numero 06164164 dal cellulare, pagando la tariffa applicata dal vostro operatore.

Oppure ci si può recare presso i patronati e tutti gli intermediari autorizzati dell’INPS, dove per inoltrare la domanda ci sono a disposizione appositi servizi telematici.

PRO E CONTRO.

Vale la pena chiedere i contributi volontari? Per capire la convenienza dell’operazione bisogna prendere in considerazione diversi aspetti.

Per raggiungere la pensione anticipata, si deve calcolare con quanti anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia si otterrà la pensione anticipata, poi stabilire se la spesa vale l’impresa, cioè in quanti anni si ammortizzerà la maggior contribuzione versata rispetto alla pensione di vecchiaia.

Invece per il raggiungimento della pensione minima bisogna avere già 20 anni di versamenti effettuati. Senza i contributi volontari e senza un nuovo lavoro i contributi già accreditati si perdono. Quindi è meglio presentare la domanda di prosecuzione volontaria, che non è impegnativa e decidere poi se coprire la parte mancante o meno per il periodo scoperto dai contributi obbligatori.

Benefici fiscali. E’ possibile detrarre dal reddito imponibile, ai fini Irpef, l’intera spesa per il versamento volontario dei contributi.

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