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Capita ultimamente di notare sulle bollette dell’elettricità una voce in più, piuttosto onerosa, descritta come “spese per trasporto e gestione del contatore”.  

E’ giusto non fidarsi mai di quanto ci addebitano, l’errore è sempre in agguato ed è nostro diritto contestarlo.

Ma per quanto riguarda questa nuova spesa che riguarda il contatore, stavolta possiamo stare tranquilli. Si tratta infatti di una nuova dicitura stabilita dall’Autorità Garante per l’Energia, che ha imposto a tutti i fornitori di elettricità di rendere più chiara l’esposizione dei costi per gli utenti.

Per rispettare la legge, i fornitori hanno così diviso gli importi che prima erano sommati tutti nella voce “servizi di rete”, in cui erano compresi anche i costi di gestione per la trasmissione dei dati sui contatori. Sul totale della bolletta, queste voci pesano oltre il 40%. Ma con nessun aumento, anzi.

Per qualcuno ci sarà quindi un po’ più di convenienza.

Se fino ad oggi queste tariffe aumentavano in proporzione all’aumento dei consumi, penalizzando quindi i nuclei familiari più grandi, con la riforma delle tariffe, che entrerà pienamente in vigore l’anno prossimo, le voci dei servizi di rete saranno uguali in ogni bolletta, indipendentemente dal totale dei consumi.

La voce “oneri di sistema”: un salasso per le seconde case.

Molti utenti con seconde case inoltre sono preoccupati per un aumento del costo alla voce “oneri di sistema”, che a volte è addirittura raddoppiata, se non triplicata.

Nella bolletta, il dettaglio degli oneri di sistema non c’è: si tratta di spese legate allo smantellamento delle centrali nucleari, agli incentivi alle fonti rinnovabili, per agevolazioni al settore ferroviario e alle industrie energivore, per ricerca di sistema…insomma tutto questo è una fetta cospicua della bolletta.

Da gennaio 2017, la riforma delle tariffe ha cambiato anche le regole per calcolare in bolletta questa spesa. Per quanto riguarda i clienti non residenti, gli oneri di sistema vengono ora applicati in una quota fissa molto consistente, più una parte in quota variabile.

Gli oneri di sistema non cambiano rivolgendosi a un altro fornitore, perché per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica, tutti i fornitori fanno capo alle stesse infrastrutture.

Inutile quindi fare un confronto fra fornitori concorrenti. L’importo sarà sempre lo stesso. Inoltre, le tariffe stabilite per gli oneri di sistema sono fissate ogni tre mesi dall’Autorità per l’Energia e valgono per tutti gli utenti, anche quelli che si rivolgono al mercato libero.

Che fare quindi?

Purtroppo non c’è molto da fare. L’Adiconsum (Associazione difesa Consumatori e Ambiente) consiglia di chiudere il contatore quando la casa non è abitata e di chiedere al fornitore una riduzione di potenza del contatore in modo da rientrare in una fascia di consumi più economica.

Per maggiori informazioni, chiamate il numero verde 800166654 oppure andate qui.