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E’ chiamata la vitamina del sole, ma anche la vitamina che fa bene alle ossa. Sono vere tutte e due le definizioni, ma se sotto il sole usiamo un filtro 50 che succede?

Quando esponiamo il nostro corpo al sole, la pelle sintetizza e produce circa l’80% del nostro fabbisogno di vitamina D.

Ma prendere troppo sole  fa anche male alla pelle, è quindi consigliabile usare creme a schermo totale, che proteggono da scottature e macchie.  Come regolarsi?

Gli studi dimostrano che, anche quando si usa una protezione solare, non siamo completamente protetti dai raggi del sole.  Ed è per questo che d’estate possiamo prendere la nostra bella dose di vitamina D anche se ci siamo completamente spalmati di crema.
La protezione solare, per definizione, fa da schermo alla maggior parte dei raggi ultravioletti nocivi, ma non tutti.

Nessuno schermo è quindi davvero totale.

Le creme solari non sono quasi mai applicate sulla pelle con la concentrazione su cui è stato calcolato il livello di protezione indicato sulla confezione.  Il livello che determina l’SPF è ad esempio sempre di 2 mg. per centimetro quadrato. Gli studi hanno rilevato che la maggior parte delle persone applica invece sulla stessa superficie della pelle soltanto 0,5 mg. di prodotto.

Inoltre, la copertura non è totale perché lozioni e creme si accumulano nei solchi della pelle, lasciando le parti liscie meno protette.  E poi la sudorazione, il contatto con la sabbia o con l’acqua, rimuovono la maggior parte della protezione solare e non tutti sono attenti  a riapplicare il filtro tempestivamente.

Quindi il segreto è spalmarsi bene e con abbondanza, anche dopo il bagno e prendere poco sole per volta, ovviamente non nelle ore in cui è più forte.

E ricordatevi: le nuvole non sono un filtro solare, quindi proteggetevi anche nelle giornate grigie.