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TUTTI POSSONO DIVENTARE DEI CENTENARI

Tempo di lettura: 4 min.

In un convegno sulla longevità si è discusso sulle possibilità che ha l’uomo di vivere di più. Con l’aiuto della genetica, dell’alimentazione e anche di una proteina.

bellavitosi_longevita-aspettativa-di-vita.jpgPer una persona che ha superato la cinquantina, sapere che può diventare centenaria anche se non è geneticamente predisposta ha un che di piacevolmente eccitante.

Eppure pare che sia proprio così. L’ha dichiarato il professor Annibale Puca, scienziato e neurologo presso l’Università di Salerno, in occasione del convegno Truth About Age organizzato lo scorso 24 ottobre a Milano dall’agenzia McCann. Puca, uno dei massimi esperti sul tema dell’invecchiamento, ha presentato i risultati della sua ultima ricerca scientifica, da cui sono emersi dati piuttosto interessanti.

bellavitosi_longevita-aspettativa-di-vita.jpgPartiamo da un quadro generale sulla questione della longevità. Intanto bisogna ricordare che da una ricerca dell’OMS risulta che nel 2050, cioè fra poco più di trent’anni, una persona su cinque nel mondo avrà più di 60 anni. Questo vuol dire che la civiltà dovrà riequilibrare le sue scelte, in tutti i campi: alimentazione, architettura, cultura, tempo libero, consumi, tecnologia. L’anziano fra poco non sarà più un soggetto da emarginare, ma da tenere ben presente perché parte importante della popolazione.

Del resto, secondo alcune ricerche, la percezione di un settantenne sull’età che passa è molto più positiva di quella di chi oggi ha 20 o 30 anni, che invece ha un’attitudine più negativa sull’invecchiamento. Non è tanto strano, se si pensa che con l’età – e la pensione- si allargano le opportunità di fare ciò che più piace.

Insomma, gli anziani di oggi non sono più come quelli di una volta (se no non ci chiameremmo Bellavitosi…)

L’aspettativa di vita aumenta di 3 (dico 3) mesi ogni anno che passa. Ora si mantiene su una media di 85-90 anni. Per la generazione dei nostri figli crescerà a 100 anni.

Cosa influisce di più all’aumento della lunghezza della vita?

bellavitosi_longevita-aspettativa-di-vita.jpgIntanto, i centenari non sono tutti uguali. Arrivare a cent’anni fragili e acciaccati dalle malattie è ben diverso che arrivarci sani e in buona forma.

Se si ha un centenario in famiglia, si è già geneticamente predisposti a diventare a nostra volta centenari.

Diventare centenari dipende dalla genetica ma anche dall’alimentazione: tutte e due le cose sono collegate.

Secondo gli studi del Professor Puca, l’aspettativa di vita è aumentata di pari passi con l’aumento di altezza, che a sua volta è dovuta all’aumento della qualità nell’alimentazione.

Nel verme come nell’uomo, dichiara il Professor Puca, c’è una condivisione di segnali cellulari che mettono in contatto alimentazione e invecchiamento.

Diventeremo tutti centenari grazie a un enzima?

Genetica e alimentazione si sovrappongono e ora si è scoperto che il DNA dei centenari contiene una variante della proteina LAV-BPFIB4 che restituisce elasticità ai vasi sanguini.

L’inserimento di questa proteina nell’organismo attiva una serie di funzioni, in particolare l’enzima eNOS, responsabile della produzione della più importante molecola protettiva della funzione vascolare.

Come si sa, la funzione vascolare in età avanzata è responsabile di parecchie patologie che determinano la lunghezza della vita.

Tre soluzioni per rallentare il tempo.

Esistono tre possibili soluzioni per rallentare la vecchiaia, ha dichiarato Puca nel convegno di Milano.

La prima è la restrizione calorica, che determina modifiche sul metabolismo e i processi di invecchiamento.

La seconda soluzione è l’attivazione dell’enzima eNOS attraverso la proteina LAV-BPIFB4 che possiedono i centenari: questa soluzione, testata per ora soltanto sui topi, modificata e poi reintrodotta previene l’ insorgenza dei processi di invecchiamento.

La terza soluzione, al momento sperimentata su animali in laboratorio, è la parabiosi, trasfusione di sangue giovane in organismi anziani.

Una scoperta che può avere eccezionali applicazioni in campo medico.

Secondo le ricerche fatte dall’equipe di Pica, l’enzima eNOS si può riprodurre artificialmente. Questo significa che chiunque, non solo chi è geneticamente predisposto, può sperare in un allungamento della vita.

Occorrono almeno altri tre anni di studi e notevoli stanziamenti per mettere a punto le ricerche, ma i dati per ora sembrano incoraggianti.