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Può essere la visione di una pizza calda e succulenta o un bigné al cioccolato che fa la pasticceria all’angolo, ed ecco che in un attimo ci si abbandona ai peccati di gola.

Cedere all’improvviso e senza freni alla voglia di mettere sotto i denti un cibo particolarmente invogliante può capitare a tutti.

Gli esperti dicono che il desiderio impellente di un certo sapore nasce da una complicata concomitanza di ragioni come la sollecitazione di un ricordo, le influenze culturali o gli ormoni. E anche la genetica gioca il suo ruolo: un nuovo studio fatto in Danimarca ha scoperto che alcune persone posseggono due diversi tipi di gene, uno dei quali è più sensibile al desiderio di ingurgitare certi dolci.

Non si sa ancora come mai certi cibi sono in genere più desiderabili di altri: cioè perché quando in giro c’è un bigné alla panna, una frittella o un succulento panino con la salsiccia, il cervello capta un segnale che ci spinge a soddisfare la nostra irresistibile acquolina.

L’evoluzione dell’umanità si basa sulla ricerca di cibi particolarmente nutrienti, perché l’uomo delle caverne era altrimenti carente di calorie.  Ma se nella preistoria il bisogno di zuccheri, proteine e grassi veniva soddisfatto da bacche, pesce e avocado, oggi invece lo soddisfiamo con caramelle, hamburger e patatine fritte.

Eppure si può imparare a vincere i nostri impulsi, con l’aiuto di cibi più salutari e ugualmente appaganti.

RESISTERE ALLE TENTAZIONI ZUCCHEROSE

Gli zuccheri vengono assorbiti in fretta dall’organismo e danno subito quella carica di energia e di benessere, soprattutto quando siamo stanchi o stressati.

Ma un certo tipo di zuccheri, come quelli raffinati o ad alto contenuto di fruttosio, che si usano per la preparazione di torte, pasticcini, cioccolato, merendine o biscotti, hanno un valore nutrizionale pressoché nullo e inibiscono la funzione degli ormoni della sazietà, per cui dopo un assaggino si ha voglia di mangiarne ancora e ancora, e la conseguenza è un aumento di peso.

Il desiderio di zuccheri è facilmente soddisfatto e appagato se si scelgono invece cibi con contenuto di zuccheri naturali.

Come appagare la voglia.

Frutti di bosco con yogurt, frutta disidratata, cioccolato fondente senza zucchero.

RESISTERE ALLE ABBUFFATE SUPER-PROTEICHE

Il termine “umami” è una parola giapponese che significa “saporito”, dovuto ad amminoacidi particolarmente presenti nella carne e in tentazioni alimentari ricche di proteine, come hamburger, salami, affettati o salsicce.

Le papille gustative hanno dei ricettori di questi amminoacidi che mandano segnali quando si mangiano alimenti ricchi di “umami”, e questa è la ragione per cui una bistecca sfrigolante sulla griglia può sembrarci irresistibile.

Le papille gustative si possono soddisfare ugualmente con alimenti meno proteici e un minor apporto di calorie.

Come appagare la voglia.

Petto di pollo, uova, quinoa cotta in un brodo magro di carne.

RESISTERE AGLI STUZZICHINI UNTI E BISUNTI

Il grasso è il combustibile che sostiene il nostro corpo in assenza di carboidrati e aiuta ad assorbire i nutrienti. Come lo zucchero, sentiamo il desiderio di mangiarli quando siamo stanchi o stressati. I cibi grassi sono gratificanti perché consentono il rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore del cervello che ha un ruolo nella voglia di soddisfare stimoli e desideri.

Quindi, si può soddisfare la voglia di cibi grassi come chips, fritti o formaggi grassi con cibi più salutari che fanno comunque bene al cuore e al cervello.

Come appagare la voglia.

Guacamole, formaggi freschi di pecora o capra, pizza con formaggio di capra.