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Ci abbiamo messo 2500 anni, ma alla fine anche la scienza occidentale ha dovuto riconoscere che la meditazione orientata al presente possa aiutare il cervello, aumentando la sua capacità sinaptica. Vale a dire la capacità dei nostri neuroni nel connettere fra loro le cose.

Abbiamo parlato già qui di come le attività del cervello possano essere sviluppate con l’attività fisica, ma anche le pratiche meditative possono dare il loro valido contributo.

Una di queste pratiche è la mindfulness, di cui ultimamente tanto si sente parlare, che in italiano si traduce come “pienezza della mente”.

Mindfulness significa lasciare essere e lasciare andare. E’ uno stato di presenza che permette alla persona di accogliere consapevolmente qualsiasi fenomeno emerga nel campo della sua percezione, sia essa una sensazione, un’emozione, un comportamento, un pensiero, una tendenza. Sospendendo qualunque giudizio.

Difficile? Forse. Ma se s’impara come fare, i vantaggi per il nostro benessere psichico possono essere enormi.

La mindfulness viene oggi usata sempre più spesso in alternativa agli psicofarmaci contro ansia, stress e tristezza.

Secondo la rivista Brain, Behavior & Immunity, questo tipo di meditazione può fungere anche da farmaco antisolitudine per gli anziani. Un recente studio fatto negli Stati Uniti ha inoltre illustrato i benefici della mindfulness sul disturbo post-traumatico da stress in un gruppo di veterani della guerra in Afghanistan e Iraq.

In Gran Bretagna, la terapia con la mindfulness è stata riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale come cura contro la depressione. Molte multinazionali estere come Facebook, Deutsche Bank, Linkedin e molte altre, hanno avviato dei programmi di mindfulness per alleviare lo stress dei loro manager. Google già dal 2007 ha organizzato il programma “Search Inside Yourself” che offre corsi di mindfulness a tutti i suoi dipendenti.

Ma imparare la mindfulness da soli si può.

Bastano otto sedute, come spiega Jon Kabat-Zinn, un biologo dell’Università del Massachussets Medical School di Worcester, che è stato uno dei padri della tecnica, nei libri che ha scritto sull’argomento. E la mole di pubblicazioni sull’argomento non accenna a diminuire: la mindfulness è diventata di moda. Ma una moda che è interessante scoprire e conoscere un po’ di più. Anche noi bellavitosi torneremo a parlarne.