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La durata della vita oggi ha una data di scadenza che finora nessuno è mai riuscito a superare. Lo dicono i dati statistici, ma i ricercatori non sono d’accordo. Pare che il limite si possa aumentare ancora di qualche anno.

Se fossimo un vasetto di maionese, dietro all’etichetta potremmo averci scritto: non consumare oltre i 122 anni. E’ questo, sembra, il limite massimo che oggi è stato stabilito per la nostra esistenza. La teoria è stata ricavata da uno studio di Jan Vijg dell’Albert Einstein College di New York, pubblicato sulla rivista Nature.

Secondo l’orologio biologico dell’umanità contemporanea, nessuno riuscirà a oltrepassare questa soglia di età veneranda.

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Anne Worner

Lo studio parte da un’analisi demografica fatta sulla casistica odierna. Nel 1997 era la francese Jeanne Calment ad essere la donna più anziana del mondo, morta appunto a 122 anni.

Dal 1997 il numero dei centenari nel mondo è andato mano mano aumentando, ma nessuno è riuscito a superare questo record. Oggi ci sono 500 mila superanziani nel pianeta e si stima che nel 2050 ce ne saranno 3,7 milioni.

Evidentemente per lunghezza della vita umana di 122 anni è una durata che non è possibile superare. Anno dopo anno, dopo la morte della Calment, il record di longevità si è anzi abbassato. Oggi chi lo detiene è una signora di Verbania, Emma Morano, che a novembre del 2016 ha compiuto 117 anni.

Ma secondo i ricercatori non è arrivato ancora il momento di accontentarci.

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Zest-pk

Lo dichiara il biologo Claudio Franceschi dell’Università di Bologna, coordinatore del progetto europeo Nu-Age su cibo e invecchiamento: “è ovvio che esistano strade per estendere la vita, soprattutto quella trascorsa in salute. Non esiste alcun programma genetico che a un certo punto ci ordini di morire”.

“I 105 enni che ho studiato – continua Franceschi – avevano un’età biologica di 8 anni inferiore a quella anagrafica.  Lo stesso valeva per i loro figli. Ad allungare la vita potremmo dedicarci con più impegno. Oggi siamo abituati a diagnosticare malattie e curarle con farmaci e chirurgia. Dovremmo invece imparare a conoscere i meccanismi molecolari dell’invecchiamento per prevenirli. Risparmieremmo soldi e guadagneremmo in salute”.

Questi studi potranno aiutarci?

Forse sì, se si pensa che già oggi nei Paesi ricchi c’è l’80% di probabilità di vivere fino a 70 anni, mentre un secolo fa la probabilità di arrivare a 70 anni erano solo del 20%.

Sarebbe una bella cosa vivere una vita da Highlinder, a patto però che anche fisico tenga il passo, altrimenti non ne vale la pena.