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La questione della vecchiaia, questa cosa che prima o poi capita a tutti, è un problema che viene sempre rimandato, anche se si tratta di una delle tappe della vita.

Chi ha mai avuto voglia di diventare vecchio?

Da giovani adolescenti abbiamo tutti sognato a volte di avere qualche anno in più. A quell’età, ci sentiamo forti e invincibili. Questa sensazione di immortalità temporanea (il fantasma dell’immortalità, come direbbe Freud) serve per spingerci in avanti, per scoprire altri universi. E soprattutto, questa attitudine è la logica prosecuzione della nostra infanzia.

Alla nascita, il mondo ci accoglie attraverso le braccia aperte di nostra madre. Diventare adulti significa conquistare la nostra indipendenza, i nostri successi e affrontare le nostre sconfitte. E’ un cammino che ci porta alla terza età, una tappa che certamente porta degli svantaggi e che per molti è difficile da mandare giù.
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Il valore della nostra età.

Eppure invecchiare non è poi così male se riusciamo a farlo bene. Può essere difficile accettare che il nostro viso cambi davanti allo specchio, ma è anche vero che con l’avanzare dell’età si possono creare nuovi orizzonti, nuove scelte, come in qualunque altro momento della vita.

Sì: invecchiando possiamo costruirci una vita più ricca e nuova, o imparare l’arte di scoprire le nostre più intime verità.
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Le donne sono molto più sensibili all’invecchiamento di quanto lo siano gli uomini.

Con la menopausa, perdere la capacità di riprodursi non è una sorpresa né un dispiacere. Il senso di sconfitta, a volte simbolico e a volte reale, nasce dalle conseguenze che le modificazioni ormonali hanno sul fisico: stanchezza, vampate, secchezza vaginale, rilassamento della pelle.

La perdita progressiva della propria capacità di seduzione è per le donne un altro aspetto particolarmente importante, per la semplice ragione che nella nostra società l’uomo ha più frecce nel suo arco.
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Ebbene diciamolo: gli uomini sono più avvantaggiati.

La bellezza per l’uomo è evidentemente un vantaggio, come per la donna. Ma nel comune modo di pensare, la bellezza maschile sembra essere più inossidabile nel tempo. Le rughe, i capelli argentati non sono considerati come limiti della capacità di sedurre. Come dimostrano Richard Gere e George Clooney, a una certa età il fascino non si perde, anzi.

Il paragone diventa difficile, se non impossibile, con donne della stessa età.

L’uomo può sedurre anche per la sua esperienza e il suo status sociale. Fattori che ovviamente anche una donna può possedere, ma che in genere non sono riconosciuti in modo specifico come leve di seduzione, anche perché ancora oggi sono più spesso gli uomini a raggiungere le posizioni più importanti.

Il denaro è evidentemente un elemento che gioca molto sul potere seduttivo sia della donna che dell’uomo. Un uomo o una donna ricca attirano ammiratori molto più facilmente, cosa che ovviamente aiuta l’ego ad accettare meglio l’avanzare dell’età.

Ma per tutti arriva il momento della vita in cui bisogna accettare che la seduzione è un’arma che non possediamo più, o almeno non più come prima.
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Accettiamo la nostra eta’ per vivere piu’ sereni.

Il principio assoluto è che per vivere meglio, sia nella propria testa che nel proprio corpo, è meglio identificarsi con la propria età reale, piuttosto che aspirare a sembrare più giovani.

E’ molto significativo che alcune donne si buttino su operazioni di chirurgia plastica in seguito a una rottura amorosa o un divorzio, specie se è stato l’uomo ad averle lasciate. Questo rifiuto è una ferita sulla propria autostima che deve essere in qualche modo compensata: forse da un intervento estetico, ma ancora meglio dalla ripresa di un’attività sportiva o artistica, dall’iscrizione a un club o un cambio di casa…
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Tutto dipende da quanta importanza nella vita ha avuto l’apparire.

E’ evidente che l’importanza data alla nostra apparenza esteriore determina quanto siamo disposti ad accettare la perdita della nostra capacità di seduzione. E’ anche la ragione che spiega come mai le donne più belle hanno spesso più difficoltà ad accettare l’invecchiamento, o come mai per alcune madri ex-belle è problematico cedere il passo alle loro figlie. E’ una reazione naturale.
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Prepararsi anche al brutto dell’invecchiare.

Non se ne parla mai ad alta voce, ma l’invecchiamento a volte non è associato solo alla perdita della bellezza, ma alla bruttezza.

Sono i bambini piccoli che spesso, tutto d’un tratto, ce ne fanno rendere conto in modo innocentemente brutale. Le loro riflessioni sui capelli, sui denti, la pelle e a volte anche l’odore, sono particolarmente scioccanti per gli adulti che siamo diventati. E diventa difficile proiettarci in un futuro in cui vorremmo fortemente essere migliori.

L’immagine dei nostri parenti anziani può aiutarci ad alzare la testa, se questa è una visione positiva. Altrimenti, possiamo valutare come evitare i loro errori e trovare la giusta motivazione per correre ai ripari e adottare tutte le misure preventive!
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L’invecchiamento è il risultato di chi siamo e di cosa abbiamo fatto nella nostra vita.

Bisogna approfittare di questa fatalità dell’età che avanza per lavorare su di noi, per affrontare questa trasformazione con calma e con la giusta motivazione ed energia.  Non si dice forse che se si è giovani nella testa, anche il fisico ci guadagna?

Se poi qualche volta viene un po’ di tristezza di fronte agli anni che passano troppo in fretta, è del tutto normale. Per rimediare, smettiamo di pensare al passato e proiettiamoci verso il futuro. Viviamo ogni istante del presente e approfittiamo fino in fondo dei nuovi piaceri che ci procura questa nuova età della vita.

Un suggerimento: se al posto di invecchiare decidessimo invece di diventare più grandi?