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A un certo punto la pelle cede. Ma è proprio vero che non si può fare niente? Una soluzione c’è. Sono dei fili riassorbibili che risollevano il tessuto. E l’umore.

UN’ALTERNATIVA AL LIFTING CHIRURGICO.

Il problema estetico dei tessuti di viso e corpo che cedono verso il basso è uno dei più sentiti in assoluto.

Questi cedimenti avvengono per l’azione congiunta della forza di gravità e della perdita di tono di pelle e tessuti di sostegno. Raramente le persone si rassegnano questi inestetismi rivelatori dell’inesorabile scorrere del tempo.

Fino a pochi anni fa il lifting chirurgico rappresentava l’unica opzione possibile. Oggi invece i fili riassorbibili di sostegno possono evitarci di ricorrere a trattamenti troppo invasivi.

Sono fili in materiale completamente riassorbibile, il PDO (Polidiossanone), da impiantare nello spessore della pelle, o subito al di sotto.

I fili si oppongono alle forze gravitazionali e inducono la produzione di fibre collagene nella pelle, creando una struttura che ha la funzione di contrastare lo scivolamento verso il basso.

La cosa sorprendente è che questo tipo di impianto non necessita di alcun punto di sutura: si può tornare immediatamente alle proprie attività senza alcuna interruzione della vita sociale.

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UN BIO-LIFTING  PER NON CEDERE AL TEMPO.

Le aree che possono essere trattate con questo metodo che potremmo chiamare bio-lifting sono il viso, il collo, il decolleté e il corpo. In particolare si possono risollevare le guance, la coda del sopracciglio, il profilo mandibolare, le cosiddette “pieghe della marionetta” o “pieghe amare” che vanno dall’angolo del labbro inferiore verso il mento. E poi il lato interno di braccia e cosce, l’area periombelicale, i glutei. Quindi praticamente ogni zona di cedimento.

Visto il meccanismo d’azione graduale dei fili impiantati, che implica la produzione di nuove fibre collagene, gli effetti del trattamento risultano apprezzabili a partire dalla seconda-terza settimana, raggiungono il picco massimo intorno ai 3 mesi dal trattamento e perdurano per un periodo variabile tra i 12 e i 18 mesi.

Va da sé che il trattamento può poi tranquillamente essere ripetuto più volte nella stessa area.

ZERO CONTROIDICAZIONI.

Il PDO è un materiale utilizzato da molti anni per le suture chirurgiche, compresa la chirurgia cardiovascolare, e ha dimostrato un profilo di sicurezza molto elevato.

Non provoca reazioni allergiche o immunitarie, e non ha controindicazioni di alcun genere. La invasività pressoché nulla dell’intervento lo rende adatto anche a persone piuttosto giovani che mostrino i primi segni di lassità cutanea, e si può considerare un intervento sia preventivo che riparativo.

METTIAMOCI NELLE MANI DEL PROFESSIONISTA.

Come sempre, è bene affidarsi a professionisti medici che abbiano ricevuto un’adeguata formazione nel campo della medicina estetica, e una particolare esperienza con la metodica dei fili di sostegno: in questo caso potremo stare certi di porre rimedio ad alcuni dei più fastidiosi inestetismi, senza procedure invasive e dagli esiti imprevedibili. E in tutta sicurezza.

Walter Pavanello
Pavanello