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Sono sempre più diffusi i brain training, allenamenti mentali per stimolare specifiche zone del cervello e rallentare l’invecchiamento mentale. Ma funzionano?  

C’era una volta la Settimana Enigmistica, poi è arrivata l’invasione dei Sudoku e oggi impazza il Brain Training, l’allenatore mentale in forma di app, di sito, di video online.

C’è sempre stato un sentimento di approvazione per chi, dopo una certa età, si dedicava alla famosa ginnastica mentale, che negli anni del boom economico avevano come unica protagonista la Settimana Enigmistica. Era un modo per tenere allenato e ben oliato il cervello negli anni del riposo, in cui sicuramente diminuivano gli stimoli cognitivi. Bravi, si diceva, quelli che continuano a correre con il cervello.

Poi nel nuovo millennio è esploso il Sudoku, in tutto il mondo milioni di persone di tutte le età giocano ogni giorno su quotidiani, settimanali, riviste specializzate, online, sul telefono cellulare, anche in trasmissioni televisive.

bellavitosi_settimana-enigmisticaMa da pochi anni il nuovo Eldorado della ginnastica cognitiva è il Brain Training, che si è diffuso ancora più velocemente ed è in continua crescita, è l’ultima tendenza per il potenziamento delle capacità cerebrali.

Questi esercizi, che possono essere quiz o giochi, sono studiati per aiutare a migliorare la concentrazione, l’agilità mentale, l’abilità di linguaggio la memoria e la capacità di problem solving cioè di trovare soluzioni.

Tutto questo per uno scopo ben preciso: ottenere e mantenere alto il livello delle attività mentali attraverso la plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello, anche in età più avanzate, di modificare la propria organizzazione interna in base agli stimoli esterni.

Solitamente sono gruppi di esercizi in cui ogni singola prova è finalizzata a stimolare una precisa facoltà: la memoria, il problem solving, ecc.
Esattamente come si fa nell’allenamento in palestra, in cui si esercitano gruppi di muscoli singolarmente per ottenere un risultato generale maggiore.

Ma prendendo esempio appunto dalle palestre, se queste capacità migliorate vengono usate per praticare uno sport, di gruppo o individuale, il risultato si vede. Se invece l’esercizio è fine a se stesso non potrà portare granché benefici.

A livello cognitivo succede la stessa cosa, non è che questo esercizio porti allo sviluppo delle facoltà mentali, vale a dire l’intelligenza.  Non si diventa più intelligenti ma se questa buona abitudine viene svolta all’interno di uno stile di vita curioso, attivo, di relazione, allora sicuramente potrà essere un valido aiuto.

L’importante è non limitare la propria stimolazione cognitiva all’uso dei quiz, dei giochi, dei video ma abituarsi ad andare nei musei, fare esercizio, camminare, incontrare gli altri, relazionarsi e fare progetti comuni. Questa è una buona qualità della vita per il cervello.

Ecco qualche indirizzo interessante per le vostre capacità cognitive:

BrainHQ

Fitbrains

Lumosity

Cognifit

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