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Un serio studio americano ha dimostrato che avere una ricca rete di amici aiuta a combattere il decadimento delle nostre capacità cognitive.

Coltivare tante amicizie, vere, sincere e affidabili può essere la chiave per mantenere la memoria e il cervello perfettamente funzionanti anche con l’avanzare dell’età?

Pare di sì, e non è solo una teoria campata in aria, lo dice un autorevole studio fatto nel corso di dieci anna dalla Northwestern University su un campione di una trentina di persone definite SuperAgers, cioè individui di circa 80 anni con facoltà cognitive superiori alla media.

I partecipanti hanno risposto a un questionario di 42 domande, già ampiamente utilizzato per misurare lo stato di benessere psicologico, dal punto di vista dell’autonomia, delle relazioni positive con il prossimo, della capacità di adattarsi all’ambiente, la crescita personale, l’attitudine a fare progetti e l’accettazione di sé.

Si è scoperto che chi aveva un buon giro di relazioni e amicizie, era meno soggetto al declino delle funzioni cognitive e della memoria, con capacità paragonabili a persone di 50 o 60 anni.

In precedenza, la ricerca della Northwestern University su questi SuperAgers si era concentrata ad analizzare le possibili differenze biologiche che rendono queste persone così speciali. E si è scoperto che si tratta di individui dotati di una corteccia cerebrale più spessa di altre persone loro coetanee, quindi con una maggiore capacità di attenzione e di memoria.

Quest’ultima ricerca ha voluto però analizzare anche l’aspetto sociale della vita dei SuperAgers. I dati che sono emersi sottolineano che la funzionalità cognitiva dipende anche da fattori legati essenzialmente ai nostri comportamenti e alla vita che scegliamo di fare.

“Certo, non stiamo dicendo che bisogna saltare da un party all’altro” dichiara Emily Rogalski, una dei responsabili della ricerca, “ma il nostro studio conferma la teoria che una fitta rete sociale sembra essere strettamente connessa a un declino cognitivo più lento”.

Questo insegna e fa pensare a quanti con l’età invece si isolano sempre di più. E spiega come mai nelle comunità più piccole, come i piccoli paesi, gli anziani vivano meglio, circondati dagli amici di una vita.

Non è mai troppo tardi per coltivare di più le amicizie o farsene di nuove.

Anche se decidiamo di non vivere più nello stesso paese o nella stessa città, la prima strategia è non chiudersi dentro casa.