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Nel Coro degli Stonati tutti hanno il diritto di cantare, perché solo una minima parte è stonata in modo irreversibile, la maggioranza può imparare a cantare.

La prima legge dice: in un coro ce n’è sempre almeno uno che canta giusto.
Lo afferma sicura e tranquilla il Maestro Maria Teresa Tramontin, che dal 2011 dirige e incoraggia il Coro degli Stonati, che fa parte dell’Orchestra Verdi di Milano.

Il 17 giugno hanno avuto la faccia tosta di esibirsi davanti a 1.300 persone.

All’Auditorium di Largo Malher a Milano ed è stato un bel trionfo. Una serata di gratificazioni e autostima per chi credeva di essere stonato irrimediabilmente e ha scoperto invece che la pratica aiuta anche a imparare ad essere intonati, o quasi.

In effetti solo il 5% delle persone sarà stonato per tutta la vita, gli altri possono sperare di migliorare con lo studio, la pratica e la pazienza. Quasi tutti, circa il 90%, sono stonati per motivi psicologici, perché sono stati zittiti fin da piccoli da amici o figure di riferimento come la maestra, i genitori, i fratelli.

bellavitosi_coro-stonati-orchestra-verdi-auditorium-milano.jpgQuando si crea il blocco psicologico nasce la falsa certezza di non essere intonati.

Invece bisogna sapersi buttare e cantare, le donne sono più coraggiose degli uomini, lo sono anche numericamente. La persona stonata spesso è tale perché non presta la dovuta attenzione alla nota che deve riprodurre, non sa come generarla.

Le prove servono proprio a questo, soprattutto quelle fatte con tutto il coro che avviluppa ogni componente e lo amalgama con gli altri creando un nuovo insieme. Il coro protegge dalle piccole stonature, i cali di voce e le inspirazioni, il segreto è di seguire chi sta cantando nel modo giusto.

Siamo nel regno dell’amatorialità, gestita con la massima professionalità dall’Orchestra Verdi, come per ogni sua produzione sinfonica per essere ammessi nel coro bisogna superare un’audizione, un provino.

Ne ha parlato anche il New York Times.

Il New York Times ha seguito le prove per una settimana e concludendo: Nel paese dell’Opera, tutto è possibile.

Tuttavia l’aspetto dilettantistico è la vera differenza con altri gruppi di canto: la gioia di fare musica, l’impegno nell’imparare e nel superare quella che si credeva la propria inadeguatezza, senza ansia da prestazione.

Persone mature che recuperano uno spirito giovanile, un entusiasmo e un piacere di cantare per il gusto di farlo, la musica rende tutti giovani e usare il respiro ossigena il cervello.

Ma il successo del  Coro degli Stonati è anche nel boom di iscrizioni che sono raddoppiate da un anno con l’altro, più di 280 iscritti dai 20 agli 80 anni. Per stare insieme, per cantare insieme.

Cantare l’Inno alla Gioia di Beethoven in un grande coro davanti a un Auditorium tutto esaurito e ricevere minuti di applausi è un aiuto perfetto per migliorare la propria autostima.

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