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Tra due o tre anni, molti musei in Europa e Usa diventeranno luoghi dedicati al benessere sociale. Alcuni hanno già cominciato. Con iniziative a cui anche i musei italiani potrebbero ispirarsi.

Non sono più luoghi inamovibili di esposizioni dedicate alla pure contemplazione dell’arte, ma centri di cultura attenti al coinvolgimento dei visitatori, allo scopo di moltiplicare l’affluenza.

I musei di tutto il mondo iniziano a pensare che anche l’interesse per l’arte va coltivato e alimentato, perché ciò non può che fare bene a tutti.

Il Kunsthistorisches Museum di Vienna (Museo di Storia dell’Arte) ha per esempio iniziato un progetto di coinvolgimento dedicato ai bambini figli di emigranti.

Il Prado a Madrid ha creato delle esposizioni dedicate ai non vedenti. Grazie a pitture a rilievo fatte su copie delle opere d’arte, la loro scoperta è facilitata attraverso il tatto.

Sempre in materia di benessere, il MoMa di New York una volta al mese invita i suoi visitatori a partecipare a delle sedute di yoga meditativo davanti alle tele.

E lungo i muri del museo Beaux-Arts di Montreal è stato creato uno spazio di Art Therapy.

Molto c’è da fare, molto si potrebbe fare: musei italiani, datevi una mossa!