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La storia della mitica Rolleiflex, la biottica che ha segnato un’epoca tra fotoreporter e amatori. Ancora oggi chi ne possiede una se la tiene ben stretta.

Se pensiamo alla Rolleiflex, dobbiamo ringraziare i topi. E’ grazie a questi roditori che si deve una delle principali innovazioni di questa fotocamera: i soffietti metallici.

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Reinhold Heidecke

Un bel giorno infatti Reinhold Heidecke andò a prendere la macchina fotografica che aveva riposto nel seminterrato e scoprì con orrore che i topi avevano rosicchiato il soffietto in pelle, tipico delle macchine di quell’epoca.

Da quel (fortunato) incidente scattò l’idea che le macchine fotografiche moderne non potessero avere parti che potessero marcire, deteriorarsi facilmente, invecchiare. E nacquero i famosi soffietti metallici, robusti, leggeri, scattanti, precisi, pratici.

Fu una delle tante innovazioni che fecero diventare famose le Rollei fra i fotoreporter e fra gli amatori. Tutti le usavano e tutti le trovavano estremamante comode, precise con i loro otturatori Compur e gli obiettivi Zeiss, semplici e robuste.

Lo spirito innovativo fu sempre presente nel progetto Rollei, alla precisa richiesta di Hans Haas, campione pioniere delle immersioni subacquee, di studiare un modo per fare delle fotografie sott’acqua, l’azienda rispose inventando la prima custodia subacquea, la Rolleimarin impermeabile.

bellavitosi_Reinhold-Heidecke-fotografia.jpgHeidecke e il suo socio Paul Franke, prima, lavoravano alla Voigtlander, l’industria fotografica più antica del mondo, che rifiutò l’idea di Reinhold: costruire una macchina fotografica per pellicola in rullo. Questo rifiuto fu la fortuna dei due amici, che si licenziarono e aprirono la società Franke & Heidecke. Quel rifiuto fece cambiare la storia della fotografia.

bellavitosi_fotografa.jpgPer più di 20 anni fu la regina incontrastata delle biottiche e il suo posto nella storia della fotografia è garantito anche dal fatto che la Rolleiflex rappresenta l’anello di passaggio tra le antiche macchine giganti, i banchi ottici, e le modernissime reflex che dominarono dagli anni ’70 in poi. Senza la Rolleiflex a fare da proto-progenitore non ci sarebbero la fotocamere di oggi.

La biottica Rolleiflex è stata la fotocamera analogica più copiata nella storia della fotografia, più ancora della Leica.

Il suo caratteristico punto di vista, da mezza altezza, vicino all’ombelico, ha educato generazioni di fotografi, dilettanti e professionisti e ancora in questi tempi digitali rappresenta l’inquadratura classica per eccellenza.

Queste foto ne sono un esempio.