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Le strade diventano più intelligenti, le nuove opere pubbliche scoprono di essere utili e anche sostenibili. Ma chi le fa realizzare è altrettanto “smart”?

Partiamo dalla definizione di smart, che spesso sentiamo associata ad altre parole per evocare scenari futuribili. In inglese significa intelligente, nel senso di brillante, sveglio, abile, dotato, ingegnoso. Infatti è sempre più usata per indicare chi o cosa sa anticipare le tendenze.

Dopo le Smartcity, sono tra noi le Smart Road.

Sono le strade che grazie alla tecnologia ci offrono soluzioni innovative per migliorare la sicurezza o il risparmio energetico.

bellavitosi_strade-sostenibili.jpgIl primo esempio è in Spagna a sud di Barcellona: nella cittadina di Cambrils le strisce pedonali s’illuminano automaticamente quando un pedone si avvicina. Ci sono dei sensori di pressione nell’area del passaggio pedonale che captano il peso della persona e mettono in funzione i led che illuminano l’attraversamento, così le auto in arrivo di notte o in aree poco illuminate possono accorgersi in tempo della persona e rallentare.

Il sistema aumenta massimamente la visibilità dei pedoni.

I pedoni sono fra le principali vittime della strada, il sistema aiuterà a combattere la piaga degli incidenti automobilistici. Nel 2015 in Spagna sono morti ben 376 pedoni.

C’è un precedente italiano a questa meraviglia urbanistica spagnola, il brevetto di un ingegnere di Ferrara e una sperimentazione nel 2012 a Parma e a Mondovì, che però si fermò allo stadio di progetto e non venne adottato dal Ministero dei Trasporti. Per fortuna in Spagna non la pensarono così e speriamo che grazie ai buoni risultati nel tempo, ci sia un ripensamento anche in Italia.

L’altro esempio viene dalla Polonia.

bellavitosi_strade-sostenibili.jpgE’ un asfalto fosforescente che di giorno assorbe l’energia solare per illuminarsi automaticamente quando arriva il buio, senza uso di alcuna fonte illuminante e a impatto zero.

La zona test è vicina al lago di Wielochowsky, è stato steso su un tratto della pista ciclabile che lo circonda e ora gli ingegneri stanno aspettando di capire quanto l’uso consuma la superficie e danneggia la luminosità.

 

 
Ideata e realizzata dal TPA, un centro ricerche di ingegneria geotecnica, per aumentare la sicurezza di ciclisti e pedoni, questo innovativo materiale è un composto sintetico a base di fosforo con un’emissione luminosa stimata intorno alle 10 ore. Naturalmente se la sua durata soddisferà gli ingegneri, la pista intorno al lago sarà completata e la soluzione verrà adottata anche per altre strade ciclabili, e speriamo, non solo.

Negli ultimi anni ci sono stati anche altri progetti simili.

Come Starpath a Cambridge, un sentiero di stelle che illumina gratis strade e marciapiedi nel Christ’s Pieces Park. Oppure le Glowing Lines olandesi, linee fosforescenti sulla carreggiata di un tratto autostradale. Ben vengano, purchè si risparmi energia e si proteggano le persone.