Ti sarà inviata una password per E-mail
Tempo di lettura: 3 min.

Sarà proprio chi ha oltre 60 anni a beneficiare per primo pilota automatico delle auto che si guidano da sole, appena le case automobilistiche ne garantiranno l’affidabilità.

Nel mondo, si parla molto di  auto connesse, intelligenti, e capaci di attivarsi senza pilota.

Per noi bellavitosi che spesso ci sentiamo tagliati fuori dalle nuove invenzioni della tecnologie, è arrivata quindi l’ora della riscossa.

Non è perché anche noi diventeremo nerd maniaci del digitale, ma per ragioni del tutto più pratiche e plausibili, legati a una guida più facile e con zero impegno.

La “self driving car” sarà una soluzione ideale soprattutto se ci sono particolari limiti fisici come il livello di attenzione più basso, una vista magari non più perfetta o una maggiore stanchezza nel viaggiare: il passeggero può attivare la guida anche con un semplice comando vocale, e la vettura lo porterà a destinazione completamente da sola.

I primi modelli di auto-robot sono abbastanza lenti e poco performanti: un giovane non le può apprezzare particolarmente. Mentre un suo genitore, o anche nonno, può essere interessato a usarle anche per piccoli tragitti quotidiani e senza particolari esigenze di fretta o puntualità.

I centri di ricerca sulla terza età come il Mit di Boston confermano questa tendenza. Anche perché è dimostrato che le auto con guida automatica, nonostante non siano ancora del tutto perfette, provocano comunque meno incidenti delle auto normali. Incidenti con cause di cui sono spesso responsabili persone con più di 60, 70 e anche 80 anni.

(segue)

1 2