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Un distinto signore in bombetta, non certo un’anima inquieta. Così siamo abituati a immaginare René Magritte, il pittore surrealista belga.

Ora una mostra la Ligne De Vie, (La linea della vita), che riunisce circa 90 opere del pittore belga (molte anche da collezioni private) al Masi Lugano (fino al 6 gennaio) mette in luce  il mistero che ha ispirato i suoi dipinti, la filosofia che lo guiderà fino alla scomparsa nel 1967.

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Il percorso è organizzato partendo proprio da una conferenza, quella che dà il titolo all’esposizione, che l’artista tenne nel 1938 ad Anversa, una delle rare occasioni in cui si espresse in pubblico, spiegando le sue fonti di ispirazione e le tecniche che l’hanno portato a realizzare “immagini dall’effetto poetico sconvolgente”.

Possiamo così apprezzare gli esordi con l’ influenza esercitata dalla metafisica di Giorgio de Chirico, ma anche le suggestioni del Futurismo, e seguire la sua ricerca attraverso la fase del periodo Renoir, legato all’impressionismo fino al periodo vache (vacca), ispirato al fauvismo e ai suoi colori sgargianti.

Una carrellata di opere che continuano ad affascinare per l’originalità e la potenza creativa con cui sovvertono la realtà.

Silvia Orlandini

MAGRITTE, LA LIGNE DE VIE. MASI-Museo d’Arte della Svizzera Italiana
Lugano – Svizzera Piazza Bernardino Luini, 6
Dal 16 settembre al 6 gennaio 2019- chiuso lunedì