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Arriva a Roma la mostra show che celebra i cinquant’anni dei Pink Floyd, la band più psichedelica del Rock. Enormi muri, maiali giganti e remix interattivi.

A Milano non si sono messi d’accordo con la Fabbrica del Vapore, quindi è andato tutto all’aria. Ma per fortuna la spettacolare mostra itinerante The Pink Floyd Exibition. Their mortal remains ha trovato casa a Roma al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea, in via Nizza.

bellavitosi_pink-floyd-mostra-roma.jpgDal 19 gennaio fino al primo luglio la potremo vedere dopo il grande successo al Victoria & Albert Museum di Londra. Potremo vedere, ascoltare, interagire e respirare l’immaginifico universo dei Pink Floyd in quella che è stata definita una retrospettiva epocale: oggetti, spartiti, immagini, segreti, strumenti e anche il loro vecchio furgone per andare in tour.

I quotidiani inglesi hanno parlato di “un allestimento colossale, impressionante, una festa per i sensi, emozionante quanto un ascolto dal vivo”. Di sicuro c’è che è stato il più visitato di sempre nel suo genere, 400.000 persone, per un viaggio nel mezzo secolo di carriera dei Pink Floyd.

La mostra è un racconto cronologico con 350 oggetti inediti esposti, accompagnati dalle voci e dalla musica dei Pink Floyd, che si sviluppa fino ad arrivare alla Performance Zone, uno spazio in cui è ricreato il loro ultimo concerto al Live 8 del 2005 e in cui si è completamente immersi nella scena e nel suono.

The Pink Floyd Exibition. Their mortal remains non è un’idea dei Pink Floyd, ma è nata da Storm Thorgerson, loro collaboratore storico scomparso nel 2013, poi sviluppata dal suo socio Aubrey Powell di Hipgnosis, in stretta collaborazione con Nick Mason come consulente da parte del gruppo musicale.

Storm Thorgerson è stato definito il sesto Pink Floyd per l’importanza della sua collaborazione al gruppo nella definizione dell’immagine della band, di cui ha prodotto quasi tutte le copertine e i video. La strategia visiva di questo moderno surrealista era di “usare elementi reali in modi irreali”, lo ha dimostrato per anni con questo gruppo e per molti altri artisti come Led Zeppelin, Peter Gabriel, Genesis, Paul McCartney Black Sabbath.

I Pink Floyd sono anche i padri di alcune delle più leggendarie icone della cultura pop: il prisma di The Dark Side of the Moon, la mucca, la marcia dei martelli e il maiale rosa che vola sulla Battersea Power Station, la centrale termoelettrica.

bellavitosi_pink-floyd-mostra-roma.jpgA proposito di questo maiale, e della copertina dell’album Animals, si è venuto a sapere che durante la ripresa fotografica, il grosso maiale gonfiabile spezzò gli ormeggi che lo tenevano ancorato a terra e iniziò a volare fra le ciminiere senza alcun controllo.

Il fotografo e i componenti del gruppo se ne andarono, dandolo ormai per perso, invece l’enorme pupazzo attraversò e andò a interferire con tutte le rotte aeree dell’aeroporto di Heatrow. Vennero cancellati tutti i voli in partenza, il fotografo fu arrestato e un elicottero decollò per andare a caccia del maiale volante.

Verso sera un contadino nel Kent si lamentò con la polizia del maiale gigante che gli spaventava le mucche, così venne recuperato. La storia finì su tutti i giornali inglesi, con grande gioia dei Pink Floyd e dei loro discografici.

 

 

 

 

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