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Scritto da Michel Serres, definito da Umberto Eco uno dei maggiori filosofi di Francia, un libro utile per approfondire il pensiero sulla nostalgia del passato.

E’ un giovane anziano, Michel Serres. A ottantasette anni compiuti, scrive un libro contro i “vecchi brontoloni”, come li chiama lui, e cioè contro chi non trova nulla di buono nel presente e invece decanta la bellezza di ciò che c’era prima.

Serres smonta ad una ad una tutte le teorie di questi catastrofisti che vagheggiano i bei tempi andati. Perché Serres, originario della profonda provincia francese, conosce bene com’era il passato: la guerra, la fame, il lavoro duro che spezzava la schiena, la difficoltà dei trasporti, la lentezza delle comunicazioni, l’esistenza malsana, il ruolo di sottomissione e ignoranza riservato alle donne.

Non c’è molto da rimpiangere, dunque.

Le conquiste della civiltà hanno mutato molto le nostre condizioni di vita. Grandi progressi sono stati fatti nel mondo tecnologico, della medicina, della società. Certo, molto ancora c’è da fare, ma il nostro passato significa anche aver vissuto settant’anni di pace, condizione eccezionale nella storia dell’Europa.

Se è un ottimista, Serres non è però un ingenuo. In modo argomentato e trascinante ci spiega perché ogni nostalgia di ciò che c’era prima deve mostrare il proprio volto ipocrita e di chiusura preconcetta al nuovo.

Membro dell’Académie Française, Michel Serres ha insegnato alla Stanford University e pubblicato, tra gli altri, anche “Non è un mondo per vecchi”, un altro libro su come le tecnologie digitali stanno sconvolgendo l’attuale quadro antropologico, privilegiando le nuove generazioni a confronto con il vecchio mondo.

Michel Serres

Contro i bei tempi andati Ed. Bollati Boringhieri

€ 6,80