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La società in generale ci impone di vivere la terza età rimanendo giovanili, belli, dinamici e con il peso ideale. Un condizionamento che ci conviene assecondare?

Quando siamo ragazzini, aspettiamo di diventare adulti per fare quello che ci pare. Ma dopo, il tempo corre e vorremmo tornare indietro, all’età della nostra giovinezza.

Questo desiderio è sollecitato anche da tanti fattori esterni che influenzano il modo di pensare e di vivere la terza età.

La dittatura del restare giovani esiste e resiste, purtroppo. Ed è presente ovunque. Nella pubblicità, nella moda, negli show televisivi le persone anziane sono ammesse solo se, appunto, sono giovanili, belli, dinamici e con il peso ideale…

Quindi, facciamo del nostro meglio per non mangiare troppo, per restare in forma, fare movimento, senza dimenticare le creme antirughe. I fumatori cercano di perdere il vizio finché sono in tempo, i grandi bevitori si danno una regolata, i pigroni si iscrivono in palestra… insomma cerchiamo di correre ai ripari finché siamo in tempo. Ma tutto in modo accanito, cercando di dimenticare gli anni che passano.

Tant’è che quando riveliamo la nostra vera età, rimaniamo sempre lì nella speranza che qualcuno ci risponda “Ma non li dimostri affatto!”.

Il lato positivo della faccenda è che comunque queste cose fanno guadagnare in salute. Il lato negativo è che lo sentiamo come un obbligo, una continua schiavitù che a lungo andare logora i nervi e non ci fa godere la vita come vorremmo.

Una presa di coscienza.

Anche se non forse non ci va giù, il fatto è che invecchiare è un destino ineluttabile. Inutile ribellarsi o piangere, conviene farsene una ragione.

Una volta che abbiamo fatto i conti con questa realtà, e abbiamo questa presa di coscienza, possiamo finalmente prendere in considerazione che si può vivere lo stesso e anche meglio.

Questa evoluzione comprende un lifting facciale, nuovi progetti, nuovi viaggi o fughe dagli obblighi quotidiani? E perché no? La cosa importante è non sentirsi addosso il problema dell’età, con il rischio non solo di isolarsi, ma anche di diventare ridicoli agli occhi degli altri.

Se davvero viviamo male l’avvicinarsi di un nuovo compleanno, forse è il momento di rivedere le nostre priorità. Se restare giovani è la priorità n.1, è il momento di scavare a fondo sulla questione.  L’età non può essere la cosa più importante della nostra vita, semplicemente perché non abbiamo il potere di cambiarla. Ma il potere di decidere il nostro modo vivere lo abbiamo, eccome.

Allora, diventiamo saggi.

La nostra vita è cominciata e finirà a un certo punto: nel frattempo, godiamocela e accettiamo l’età che abbiamo cercando di viverla nel modo più felice possibile. Anche fra qualche anno, quando diventeremo veramente vecchi!

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