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In un mondo ideale, il desiderio dovrebbe accompagnarci durante la vita, ma per tanti motivi non succede sempre così. L’importante è non chiudersi in se stessi.

Dopo tanti anni, per tante cause che possiamo immaginare, l’appetito sessuale può venir meno. Ma una cosa è arrendersi agli eventi, fare finta di nulla o far capire all’altro che non se ne ha più voglia e quindi la faccenda è chiusa, un’altra è invece trovare nuove strade per alimentare il desiderio nostro e del nostro partner.

E’ un discorso delicato, certo. Delicato come sono i rapporti d’amore, che hanno bisogno di sincerità e comunicazione aperta.

La sessualità non è un obbligo.

Nel dovere di piacere e il dovere di dare piacere, la parola da eliminare è “dovere”.
Abbiamo caricato la qualità del rapporto e della nostra identità sessuale di verità assolute che pesano addosso come macigni, come qualcosa che non nasce da noi ma da quello che ci dicono intorno.

La società c’impone condizionamenti in cui tutto sembra essere facile, in più c’è una disponibilità di sollecitazioni sempre più ricca e variegata: siti porno, farmaci, prostituzione online, turismo sessuale… tutto sembra essere lì a portata di mano, come se tutti debbano essere sempre pronti a rispondere all’appello di un’aspettativa sessuale alta.

Senza metterci in cattedra per fare la morale, la domanda che dovremmo invece farci è: Io cosa voglio?”

Viviamo il sesso con nuovi stimoli.

Parliamo dei classici preliminari, ad esempio. Quegli stimoli che prima avevano per noi il solo scopo di arrivare alla penetrazione.

Beh, mettiamola così: chi ci dice che la penetrazione sia l’unico fine possibile in un rapporto sessuale? Allarghiamo gli orizzonti e aggiustiamo il tiro verso un’intesa sessuale costruita su nuovi stimoli.

Il fine è il piacere. Un piacere che nasce dallo stato psicologico giusto, accettando i cambiamenti che il tempo ha fatto sul nostro corpo, vincendo quel senso d’inadeguatezza che spegne ogni lumicino del desiderio.

La sessualità spontanea e per sempre è una bufala.

Guardiamoci in giro per non sentirci dei marziani. Conoscete qualcuno che negli anni è riuscito a mantenere una sessualità sempre accesa e costante? Gli impegni familiari e di lavoro, un genitore anziano da accudire, e poi sì, anche gli ormoni, tutti contribuiscono al calo del desiderio. L’intimità di coppia diventa sempre più difficile. E cala il silenzio.

La verità è che la spontaneità e l’intimità si perdono, se non riusciamo ad alimentarla. Il sesso ha bisogno di trovare i suoi momenti, di dedicargli spazio nella vita. Uno spazio rilassato, tutto per noi. Tenendo lontano i figli, i genitori, gli impegni. Senza interferenze.

Lanciamo una sfida al nostro partner.

Pochi hanno voglia di fare una terapia di coppia dallo psicoterapeuta, ma a raccogliere le sfide forse ci stanno. Diamoci all’altro senza obblighi ma con immaginazione, proviamo a riconquistarci reciprocamente.

Troviamo i nostri mezzi, i nostri stimoli personali di adesso, non quelli di anni fa. Accettiamo il cambiamento, perché oggi siamo diversi. Sarà una bella sfida, ma se vinciamo, vinceremo in due.