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I rimpianti fanno vivere in un passato insoddisfacente e impediscono di andare avanti. Sarebbe meglio lasciarli alle spalle per riprendere, più liberi e leggeri, il corso della vita.

Prestiamo attenzione ai nostri desideri.

“Se avessi fatto, se avessi detto…” quello che insegnano i rimpianti è che non bisogna ignorare i nostri desideri, che dobbiamo invece prestare ascolto a quella piccola voce che dentro di noi ci spinge ad andare in un’altra direzione, ascoltando il nostro intuito.

Invece di fare le nostre scelte solo per far piacere agli altri, perseguendo sulla strada dei rimpianti, è importante essere centrati su noi stessi, capire quello che è più opportuno per noi, ciò che ci è più affine ed è più in armonia con il nostro essere interiore.

Non si tratta di egoismo, ma di imparare a conoscersi e non dimenticarci di noi stessi.

Accettiamo i nostri limiti.

Impariamo ad accettare l’idea che abbiamo agito al meglio nelle nostre possibilità. Rimpiangere ciò che non è stato fatto, o si è fatto male, non ha più senso.

Ecco due esercizi per aiutarci ad accettare le nostre mancanze è fare pace con noi stessi.

1 – Sediamoci di fronte a una sedia vuota, che rappresenterà il vostro auditorio. Facciamo finta di essere il nostro biografo, che spiega nei dettagli quali erano le buone intenzioni che animavano quelle scelte che oggi stiamo rimpiangendo.

2 – Oppure, facciamo finta di essere il nostro avvocato e spieghiamo in quale contesto abbiamo preso quella decisione, che ci sembrava la migliore possibile, insistendo sulle circostanze che giustificano quel gesto che oggi stiamo rimpiangendo.

Attenzione: in entrambi i casi, prima di mettere in scena questo gioco di ruolo, dovremo scrivere la biografia o l’arringa in questione: la nostra esposizione dovrà essere breve, chiara, completa, circostanziata e soprattutto onesta.

Usiamo invece un po’ d’immaginazione…

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