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INQUINAMENTO DEGLI INTERNI: ANCHE LE CASE SI AMMALANO

Tempo di lettura: 3 min.

La sindrome dell’edificio malato è la conseguenza di progettazioni architettoniche nate durante la crisi del petrolio, dal lontano 1973.

bellavitosi_inquinamento-indoor-pollution-edifici-sindrome-interno.jpgGià dalla metà degli anni ’80 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha iniziato ad occuparsi di problematiche relative ai sintomi registrati dagli abitanti di nuovi uffici o appartamenti.

Negli anni ’80 infatti inizia a manifestarsi una patologia associata alla permanenza in luoghi di lavoro e di residenza “malsani”, definita inizialmente office illness, che evidenzia come persone che frequentano edifici precedentemente costruiti o ristrutturati siano soggette ad una variegata sintomatologia che si concentra soprattutto sull’apparato respiratorio.

Irritazione agli occhi, al naso, alla gola, alla pelle, mal di testa, capogiri, nausea, concomitanza di malattie infettive.

Questi sono i segnali evidenti che influenzano poi i comportamenti umani causando difficoltà di concentrazione, stanchezza, prostrazione, facile irritabilità, sonnolenza, ridotta capacità lavorativa.

La dimostrazione che questa patologia è legata al luogo di lavoro è stata molto semplice, bastava allontanarsi per un giorno, addirittura qualche ora dal building ed i sintomi scomparivano.

Se immaginate che attualmente, nel 2018, la situazione sia migliorata, dovete purtroppo dubitare delle vostre capacità predittive, perché i costi sociali di questo fenomeno sono in continua crescita, come purtroppo anche i morti.

La sindrome dell’edificio malato è quasi completamente legata alla nuova progettazione architettonica, conseguenza della crisi del petrolio che continua a perseguitarci dal lontano 1973.

Dal lontano 1973 gli edifici, soprattutto gli uffici, cominciarono ad essere costruiti con finestrature ridotte, impossibili da aprire, delegando alla tecnologia la ventilazione dell’aria.

Sul Sito del Ministero della Salute  ora scopriamo che “un quadro sintomatologico si manifesta in un elevato numero di occupanti edifici moderni o recentemente rinnovati, dotati di impianti di ventilazione meccanica e di condizionamento d’aria globale (senza immissione di aria fresca dall’esterno) e adibiti a uffici, scuole, ospedali, case per anziani, abitazioni civili (…).Fattori legati agli edifici, ai sistemi di condizionamento e di ventilazione, ai programmi di manutenzione, al tipo e all’organizzazione del lavoro e fattori personali svolgono certamente un ruolo rilevante (…)”.

bellavitosi_inquinamento-indoor-pollution-edifici-sindrome-interno.jpgDa numerose indagini in edifici in cui sono stati segnalati problemi di salute o di comfort è emerso che il problema prevalente (in quasi la metà dei casi) era costituito da una ventilazione inadeguata.

Per rimettervi di buonumore potreste diffondere per casa un sobrio profumo per appartamenti. Ma anche qui ormai dovete fare molta attenzione perché la maggior parte dei diffusori di profumi elettrici e in gel rilasciano nell’aria sostanze irritanti, allergeniche, e addirittura cancerogene.

E non pensate che i bastoncini d’incenso siano meglio!

Meglio darsi all’aromaterapia utilizzando alcune gocce di olii essenziali naturali, da acquistare in erboristeria o presso un centro che vende prodotti ecologici, e un diffusore a ultrasuoni.

PIETRO FOLLINI

Pietro Follini, founder di Urban Symbiosis Design, progetta e realizza oggetti e sistemi che migliorano, sotto il profilo estetico e quello del benessere, la qualità della vita dell’individuo e della collettività in cui è inserito.