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Un libro di ricette del recupero insegna a non buttare via niente e a cucinare senza sprechi. Un nuovo modo di cucinare come si faceva una volta.

A tavola senza sprechi è un libro che contiene una filosofia antica e modernissima, in questi tempi di consumismo e di spreco di risorse: il non buttare via niente. Da generazioni lo si è sempre fatto ma poi, arrivati gli anni del boom economico, si è arrivati a consumare senza imparare a riciclare, conservare, riutilizzare.

bellavitosi_a-tavola-senza-sprechi-slow-food.jpgMolto, troppo del nostro cibo finisce nella spazzatura, secondo il Politecnico di Milano ogni anno vengono smaltite 5 milioni di tonnellate di cibo che sarebbe ancora utilizzabile, 149 chili l’anno a persona. In casa ancora troppo spesso apriamo il contenitore dei rifiuti con leggerezza.

Le ricette di questo libro sono soluzioni pratiche, da utilizzare facilmente tutti i giorni per cucinare in modo appetitoso. E non si parla solo di scarti per far polpette ma di ricette anche tradizionali e delicate.

120 ricette del recupero che possono diventare un ottimo menù curioso, pulito, saporito, sano: foglie e gambi che non vengono considerati buoni da cucinare, pane raffermo, bucce, carni e pesci che in buona parte finiscono nell’immondizia, lo dice Slow Food con questo libro.

Di esempi, nella cucina popolare ce n’è a decine, uno per tutti la toscanissima ribollita. Ma anche i mondeghili delle zone milanesi, le polpettine di carne avanzata del bollito e battuta al coltello.

C’è un vastissimo e ricco repertorio di torte salate, la pasta fritta, zuppe, la panzanella, gnocchi di polenta, dolci, tutto nasce dalla necessità di utilizzare gli avanzi del pranzo e della cena.

bellavitosi_a-tavola-senza-sprechi-slow-food.jpgVolete provare a mangiare le bucce di patate fritte? Ecco la ricetta di Stroppo, provincia di Cuneo: tagliate le bucce in strisce e infarinatele, poi friggete nell’olio bollente e asciugate con un po’ di carta assorbente nel piatto.

Avete mai pensato alla frittata con foglie di ravanello, il flan di bucce di fave, la crema di gambi di asparagi o la pasta bollita nell’acqua delle cozze? E la salsa di yogurt con la buccia dei cetrioli, la pasta con foglie e gambi di broccoli?

Per recuperare gli scarti dei finocchi secondo una ricetta di Palermo basta sbollentarli in acqua bollente e salata, condirli con una crema di acciughe sciolte in padella con pecorino, pangrattato e un pizzico di peperoncino.

Chi lo dice che le foglie delle carote non si mangiano? La parte verde ha più vitamine delle carote stesse, ed è buonissima cotta a vapore e condita con olio e limone.

A tavola senza sprechi  Slow Food Editore – prezzo online: € 8,42

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